Truffa sui fondi per il sisma, indagato imprenditore centese
Procura di Ferrara e Guardia di finanza gli contestano 600mila euro di fatture gonfiate. Congelati beni per oltre 500mila euro
FERRARA
E’ la prima truffa scoperta del dopo terremoto, per fondi gonfiati per la ristrutturazione del fabbricato di un’azienda meccanica di Sant’Agostino: è stata scoperta da procura e Guardia di Finanza di Finanza che ha indagato un imprenditore centese per aver ottenuto fondi post-sisma non dovuti, e per questo gli sono stati sequestrati beni per 250.000 euro e sono bloccati altri 300mila. L'indagine della Procura di Ferrara (condotta dal procuratore capo Bruno Cherchi e dal sostituto Nicola Proto) e delegata alle Fiamme Gialle estensi ha portato in tutto alla denuncia di 5 persone per il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato nonché per emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.
Le contestazioni riguardano l'indebito percepimento di un contributo per i danni causati dal sisma del 2012 per l'importo di oltre 600.000 euro; importo collegato all'emissione e utilizzo di fatture false per l'erogazione del contributo per lavori mai eseguiti, mentre per altri 500 mila euro circa di lavori, la documentazione è risultata regolare. Il merito va alla minuziosa e accurata attività investigativa della Tenenza di Cento che ha permesso di accertare che il titolare di un'impresa di lavorazioni meccaniche, che si trova nella zona industriale di Sant'Agostino, G. A., ha inventato una sofisticata truffa, avvalendosi di fatture false emesse da un'impresa edile completamente sconosciuta al fisco e che si è rivelata, di fatto, una "cartiera", facendo figurare di aver sostenuto costi per il ripristino dei locali aziendali, danneggiati dal doloroso sisma del 2012, che sono stati ammessi a un contributo complessivo di oltre un milione di euro (ribadiamo che solo la metà è risultata irregolare e non dovuta).
Proprio sulla parte del contributo a suo favore, e non dovuto, per lavori di ripristino e ricostruzione dell'immobile ad uso produttivo, il Gip del Tribunale di Ferrara, Piera Tassoni su richiesta della Procura estense (pm Cherchi e Proto), ha emesso un provvedimento di sequestro preventivo, per equivalente, nei confronti dell'imprenditore, che ha ottenuto parte dell'erogazione pubblica in modo illecito.
L'indagine ha altresì consentito di bloccare, prima dell'erogazione, finanziamenti per oltre 300mila Euro e di individuare e sequestrare beni immobili, autoveicoli e disponibilità finanziarie (crediti, quote societarie, saldi attivi di conto corrente) per un valore complessivo di circa di 250mila euro.
Le notifiche dei provvedimenti sono in corso dalla mattinata di oggi, direttamente all’imprenditore e delle banche d’appoggio dell’imprenditore.
Va sottolineato - spiegano dalla Guardia di Finanza di Ferrara - che l’indagine è stata svolta in piena collaborazione con la Regione Emilia Romagna, si inquadra nell'azione che la Guardia di Finanza svolge quotidianamente a tutela del bilancio statale. Azione che è stato potenziata ed è ancor più determinata nello specifico settore dei contributi erogati per i danni del sisma che colpì tragicamente l'Emilia nel 2012.
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