AstroSamantha, tutto ok per i test alla Nasa dell'Università di Ferrara
Commenti soddisfatti dei ricercatori estensi. Completata la nuova sessione dell’esperimento eseguito nella sede di Houston. Ultimo step a luglio, a Colonia
«Missione compiuta», a Houston, per i ricercatori ferraresi che hanno partecipato a “Futura 42” grazie alla stretta collaborazione stabilita con l’astronauta italiana Samantha Cristoforetti e all’ok ottenuto da Asi (l’Agenzia Spaziale Italiana) e Nasa sull’ambizioso programma scientifico proposto da Unife. «Tutto bene anche stavolta!», scrive entusiasta il professor Angelo Taibi dalla città americana, dove si è trasferito per qualche giorno il gruppo di studiosi guidato dallo stesso Taibi, project manager di ‘Drain Brain’e docente del Dipartimento di Fisica di Unife, e da due ricercatori ferraresi, Erica Menegatti e Sergio Gianesini.
Il team dell’Università di Ferrara ha incontrato ancora AstroSamantha, rientrata pochi giorni fa dalla missione nella quale è stato registrato il record di permanenza in orbita per una donna. In agenda c’erano i test programmati dopo la conclusione del volo spaziale. «Abbiamo eseguito le due sessioni col pletismografo (lo strumento non invasivo ideato dai ricercatori Unife in grado di misurare i flussi venosi, ndr) e la sessione ecografica senza intoppi, grazie anche al supporto del personale Nasa - racconta Taibi - Trattandosi di test eseguiti a terra abbiamo ripetuto il protocollo sia in posizione eretta che in posizione supina, per confrontare l'effetto della gravità sul ritorno venoso cerebrale».
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Proprio la misurazione di questi valori è uno degli obiettivi della missione estense perché si ritiene che il condizionamento in orbita di parametri come la circolazione del sangue possa avere un ruolo nei disturbi lamentati dagli astronauti durante la lunga permanenza nello spazio. «Samantha - aggiunge Taibi - sta recuperando velocemente le sue condizioni fisiche e la rivedremo a Colonia il mese prossimo per l'ultima raccolta dati del nostro esperimento».
Oltre a Taibi hanno partecipato ai test eseguiti a Houston due collaboratori del professor Paolo Zamboni, direttore del Centro di Malattie vascolari di Unife e responsabile del progetto ideato a Ferrara ('Drain Brain') gestito da un team multidisciplinare.
La dottoressa Erica Menegatti ha eseguito l'ecografia mentre il dottor Sergio Gianesini, che è un medico chirurgo, «secondo i protocolli Nasa sarebbe dovuto intervenire in caso di bisogno durante l’esperimento», precisa Taibi. Samantha Cristoforetti, essendo un’astronauta dell'Esa (l’Agenzia Spaziale Europea) è arrivata accompagnata dal suo medico personale che la segue quotidianamente durante i vari test di controllo (non solo ferraresi). La prossima e ultima sessione scientifica che coinvolgerà gli studiosi estensi è prevista per la metà di luglio.
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