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«Una grande ingiustizia Vedremo come muoverci»

«Una grande ingiustizia Vedremo come muoverci»

La parola ai gestori dei Bagni: le regole vanno cambiate, così non si può lavorare «L’acqua è la stessa ovunque, ma il divieto c’è solo per qualche stabilimento»

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PORTO GARIBALDI. Cresce l’attesa per la revoca del divieto di balneazione, che da martedì sera sta interessando un tratto dell’arenile di Porto Garibaldi, compreso tra il portocanale ed il Bagno Morris. «C’è il deserto – commentava ieri mattina amareggiato Renato Farinelli, titolare del bagno Due Stelle - la gente brontola e cerchiamo di rassicurare tutti, ma tra Porto Garibaldi ed il Lido degli Estensi l’acqua è la stessa che circola, ma il divieto a fare il bagno c’è solo qui. Andava chiusa la balneazione su tutti i Lidi». Se ieri mattina la spiaggia di Porto Garibaldi assomigliava ad un’isola deserta, non lo si deve attribuire solo al cartello riportante il divieto di balneazione, ma anche al tempo incerto e al mercato. Davide Sofri, titolare del Bagno Ippopotamus, escluso dal divieto imposto dopo i rilievi effettuati da Arpa il 15 giugno scorso, non ha invece riscontrato disagi, anzi «qui non ho visto un calo di gente, i clienti sono quelli di sempre di un periodo infrasettimanale e si immergono in acqua». Giuseppe Carli, titolare del bagno Astor, in qualità di presidente della cooperativa degli stabilimenti balneari, aggiunge che «tra l’Astor ed il Flamingo, in cui non c’è nessun divieto, non c’è il muro di Berlino. Là hanno valori ottimi e non credo che noi a distanza di 70 metri non siamo in regola. Stiamo valutando per il futuro, di commissionare analisi come cooperativa presso un laboratorio privato». Carli inoltre ritiene non attendibili gli esiti di analisi compiute in prossimità del portocanale, area comunque non ammessa alla balneazione e «non mi sembra giusto dover tenere conto di un prelievo compiuto ad un chilometro dal mio Bagno – lamenta – se lo stabilimento balneare più vicino a me, a circa settanta metri di distanza, risulta invece in regola». Tutti rassicurano i bagnanti sulla provvisorietà di un provvedimento, i cui effetti, come da tutti sottolineato, risultano sicuramente già superati, viste le tempistiche tra il momento dei campionamenti e quello del referto. Gianni Guidi, titolare del Bagno Nettuno contesta che «occorre un giorno e mezzo per avere l’esito e tra i passaggi nella comunicazione passano almeno due giorni e magari dobbiamo piantare un cartello di divieto, quando la situazione è già tornata alla normalità». A detta dei titolari dei Bagni di Porto Garibaldi dopo un periodo di bel tempo prolungato, in spiaggia si è assistito ad un bell’afflusso di persone, residenti compresi che spesso si ritagliano qualche ora al pomeriggio o la pausa pranzo da dedicare alla spiaggia. «Si è lavorato bene sinora - conclude Guidi – e anche i giornali devono darci una mano a non enfatizzare un fatto, che a Rimini succede spesso» Intanto con i lavori di messa in sicurezza idraulica dei lidi nord, per un importo di 10milioni di euro, il Comune, attraverso l’accordo di programma siglato con Regione, Provincia e Parco del Delta e Cadf darà una svolta al problema.

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