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Centri estivi del Comune fuori un centinaio di bimbi

Centri estivi del Comune fuori un centinaio di bimbi

Il servizio ha accolto le stesse famiglie del 2014 ma le richieste sono aumentate Situazione critica per l’infanzia mentre le domande Cre sembrano più gestibili

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FERRARA. Le graduatorie dei Centri ricreativi per l’infanzia e i Centri ricreativi estivi sono uscite nelle ultime ore e hanno fatto felici 456 famiglie, tante quanti i posti messi a disposizione dal Comune.

Per la precisione, si tratta di 256 posti per quattro settimane a partire dal 29 giugno per i bambini da 0 a 6 anni, e 200 per i frequentatori di elementari e medie, dal 5 luglio. Ci sono però anche parecchi genitori che sono rimasti delusi dall’uscita delle graduatorie, a causa dell’esclusione delle loro domande per esaurimento posti.

L’Istituzione scuola sta ancora terminando i calcoli, ma per quanto riguarda i Centri per l’infanzia la lista di attesa è lunga, una settantina di domande, mentre per quanto riguarda i Cre la situazione è meno pesante: «Contiamo di poter rispondere a quasi tutte le richieste per i bambini delle elementari e delle medie, a differenza della fascia 0-6» ammette Mauro Vecchi, direttore dell’Istituzione. È un problema piuttosto serio perché quasi tutte queste famiglie non hanno un’alternativa pronta per conciliare impegni di lavoro e cura dei bimbi, durante l’estate.

Come si è prodotta questa situazione? Quest’anno il Comune ha stanziato per il servizio estivo meno soldi del 2014, anche perché contava di risparmiare usando le proprie maestre, e si è invece visto costretto a ricorrere ancora alle coop. La “colpa”, però, è anche della scarsa adesione all’offerta dell’anno scorso, che era molto più ricca, 320 posti per i Cre e 380 nei Cri, ma aveva visto non utilizzata circa un terzo della disponibilità.

Così quest’anno l’Istituzione scuola ha tarato l’offerta sulla base della domanda 2104, trovandosi ancora una volta spiazzato dall’aumento delle richieste.

Forse si tratta di una buona notizia, in quanto potrebbe essere la spia di una ripresina del tasso di occupazione in particolare femminile (più mamme al lavoro e più soldi in generale, meno disponibilità ad accudire i figli), ma intanto è probabile che parecchie decine di famiglie si ritrovino in difficoltà. (s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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