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L'appello degli ambulanti di Ferrara: tremila no al trasloco del mercato

L'appello degli ambulanti di Ferrara: tremila no al trasloco del mercato

Parte la guerra del Listone: raccolta di sottoscrizioni per le bancarelle in centro. I clienti: «Eccome se firmo, la gente ha riscoperto le piazze, facciamole vivere»

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FERRARA. «Dov’è che si firma? Ecco fatto». Tra una rovistata con mano esperta tra le occasionissime e un’occhiata agli stock firmati a prezzi di fabbrica, spuntano penne e occhiali al mercato del venerdì. Succede che l’Anva, l’associazione degli ambulanti, ha organizzato una raccolta di firme per mantenere il mercato in centro storico e contrastare la volontà della Giunta di spostarlo in piazza Travaglio, nella collocazione del lunedì.

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«Se qua vendiamo 100, là vendiamo 10», spiega Angelo Toniato dietro il suo bancone di borse e borsette: «Adesso sul Listone ci sono due tir enormi (per Excelland, ndr), quelli non danno fastidio però, solo queste cinque ore a settimana sono un problema per il Comune...ma siamo pronti a dare battaglia». La risposta popolare all’appello è notevole, oltre 3000 le firme raccolte ieri, con l’obiettivo di arrivare a 5000. La “mission” affidata agli ambulanti era di 100 sottoscrizioni a testa, e già a metà mattina molti avevano già tagliato il traguardo. «Tutti hanno accettato di firmare - prosegue Toniato - solo una persona ha rifiutato».

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Si unisce alle ragioni del commercianti Milena Botti: «Eccome se firmo, il mercato va bene dove è adesso». A favore della versione del venerdì, interviene Rosa Castaldo, ci sono diversi fattori. «Io al lunedì non vado quasi mai, preferisco venire qui in centro: è più comodo e le bancarelle sono disposte in modo più ordinato. Non è vero che degrada la piazza, anzi è esattamente il contrario, perché la presenza di così tante persone è un beneficio anche per i bar e gli altri esercizi del centro. Togliere il mercato del venerdì è un danno per tutto il commercio».

Tra soddisfazione (per l’andamento della sottoscrizione) e rabbia (per l’orientamento della Giunta), Fabio Giusti dalla sua bancarella di intimo proclama: «Sta andando a gonfie vele, sono tutti dalla nostra parte, dicono che il mercato deve restare in piazza. Forse qualcuno crede ancora che veniamo qui con il carretto, ma la realtà è ben diversa. Chiederci di rinunciare ai furgoni significa non rendersi conto di come lavoriamo: siamo delle imprese a tutti gli effetti, io ho 15 persone in regola e non ci sto a farmi mettere da parte». C’è chi, come Nella Magnani, firmerebbe «anche due volte. Ma ormai in piazza Travaglio il mercato non ci sta mica tutto. Molto meglio qui, le bancarelle sono più accessibili, mica si può ammazzare così la piazza». I centri storici, ragiona l’ambulante Luciano Micheletti, stanno recuperando vivacità dopo che la lunga onda della grande distribuzione si sta ritirando. «Ora che la gente ha riscoperto le piazze, non facciamole morire - afferma - Per questo ci siamo rivolti ai nostri clienti, abbiamo bisogno del loro aiuto. Io sono di Cento, faccio mercato anche a Mirandola. Dopo i giorni del terremoto ci eravamo spostati un po’ in periferia, è stato proprio il Comune a chiederci dopo poche settimane di ritornare in centro, per non farlo spegnere. E qui invece si va in direzione contraria».

Aiutandosi con un bastone, Maria Josè Bertocchi avanza verso il foglio della petizione: «Ho avuto due incidenti, mi muovo a fatica, per me piazza Travaglio è faticosa. E poi, diciamolo il mercato è proprio il cuore delle città ed è giusto farlo in centro, storicamente è sempre stato così. Ricordo cinquant’anni fa quando c’era ancora la Littorina, venivo qui a comprare i cuori di carciofo perché ero incinta ed era la sola cosa che riuscivo a mangiare. Le bancarelle stanno bene qui».

Alessandra Mura

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