Asili, nuova rivoluzione delle rette
Quasi dimezzate le fasce Isee, esentati i redditi minimi e forte sconto per quelli più alti. Niente esonero ’sociale’
Da settembre ci sarà un’altra rivoluzione nelle rette degli asili, propiziata dall’introduzione del nuovo Isee, che tiene conto anche del patrimonio delle famiglie. La proposta dell’Istituzione dei servizi educativi, che approderà in giunta martedì, in commissione comunale venerdì e in consiglio il 2 luglio, va a modificare in profondità il rapporto tra utenti e servizi per l’infanzia (riguarda anche lo Spazio bambini), e il redditometro c’entra poco. Le novità sono quattro o cinque, la più rilevante delle quali è il quasi dimezzamento delle fasce di valore Isee, dalle attuali 30 a 17, e la modifica delle relative rette. La dilatazione delle fasce era stata giustificata, una decina di anni fa, da ragioni di maggiore equità, nello schema di delibera oggi si parla di necessità indotte da «innovazioni organizzative e gestionali» ricordando che «la copertura attuale del servizio attraverso la contribuzione dell’utenza resta alquanto limitata».
Non viene quantificato l’impatto sugli incassi, ma la variazione totale, secondo l’Istituzione scuola, dovrebbe essere minima. L’effetto trascinamento verso l’alto è però abbastanza visibile, e va a compensare evidentemente il forte sconto riconosciuto all’ultima fascia, quella oltre 45mila euro e non Isee, che passano da 660 a 550 euro l’anno con orario pieno al nido, e da 566,50 a 480 euro per l’infanzia. È stato necessario, fa presente il Comune, in quanto le tariffe attuali sono «oggettivamente al di sopra di quelle di mercato, col rischio di orientare questa fascia di utenza al di fuori dei servizi comunali». Questa modifica, secondo l’analisi comparativa svolta dall’Istituzione scuola, mette in linea le tariffe massime ferraresi con quelle delle altre città della stessa taglia. L’operazione è parzialmente compensata dall’introduzione di una fascia di esonero per le famiglie meno abbienti, con Isee da 0 fino a 3mila euro, che in questi anni hanno avuto grandi difficoltà nel pagamento della retta, anche minima. Altra novità, la non previsione dell’esonero per certificazione del Servizio sociale, «che non si è dimostrato strumento idoneo ad effettuare un’adeguata selezione dei richiedenti» si legge nella delibera. Gli Spazi bambino passano inoltre da retta unica a cinque fasce Isee, con un esonero fino a 3mila euro e tariffe rese proporzionali: oggi si paga 127 euro per 4 giornate, da settembre 100, 120, 140 o 160 euro; per 3 giornate si passa da 97 a 75, 90, 100 o 125 euro.
L’ultima novità promette di avere un impatto rilevante sulle tasche delle famiglie, che si erano abituate a puntare alla massima riduzione per ridotta frequenza, cioè il 50%, quando i bimbi cominciavano a collezionare assenze per malattia. Lo sconto, in caso di non più di 10 giorni di frequenza al mese, diventerà del solo 20%. (s.c.)
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