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la testimonianza dell’armatore

Bellotti ammette: mi sono addormentato

Bellotti ammette: mi sono addormentato

PORTO GARIBALDI. Con lo sguardo fisso sul Tex adagiato su un fianco tra gli scogli di fronte al Bagno Minerva, affranto e incredulo, Michele Bellotti confessa la causa dell’incidente: «Mi sono...

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PORTO GARIBALDI. Con lo sguardo fisso sul Tex adagiato su un fianco tra gli scogli di fronte al Bagno Minerva, affranto e incredulo, Michele Bellotti confessa la causa dell’incidente: «Mi sono addormentato. Stavo rientrando intorno alle 18, dopo aver calalo le reti da posta che avrei recuperato domani mattina. Ero seduto al timone, quando a un certo punto ho sentito un urto, un botto contro gli scogli».

Bellotti, proprietario e comandante del peschereccio naufragato venerdì sera sulla spiaggia di Porto Garibaldi, è un lupo di mare di lungo corso, perché fa il pescatore da ben 33 anni e subito dopo aver realizzato l’accaduto, ha chiamato aiuto: «Ho telefonato al mio marinaio, che ha subito attivato i soccorsi, chiamando anche altri pescherecci con le pompe per scolare l’acqua. Le condizioni meteo erano ancora buone e si potevano svuotare le cisterne di gasolio e mettere gommoni ai lati per tenere a galla la barca».

Non sa darsi pace, Bellotti, perché l’unico suo scopo era quello di mettere in sicurezza la barca: «Ma a un certo punto mi è stato chiesto di scendere, mentre il comandante deve stare a bordo sino all’ultimo», insiste.

L’uomo, convocato ieri mattina nei locali dell’ufficio circondariale marittimo di Porto Garibaldi, per fornire una prima versione dei fatti, sarebbe stato reso edotto dell’eventuale capo di accusa di reato ambientale, anche se gli accertamenti sono appena cominciati. Il serbatoio, sempre secondo la testimonianza di Bellotti, conteneva circa 700 litri di gasolio e ora il moto ondoso e le maree avrebbero compromesso il recupero del peschereccio, per metà ormai adagiato sul fondale marino.

«La barca non è più in condizioni di essere trainata - chiude Bellotti - e a pochi metri dalla riva non possono intervenire i rimorchiatori di Ravenna. E più sbatte sugli scogli, più la barca rischia di danneggiarsi...».

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