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Porto Garibaldi: peschereccio a fondo, gasolio in mare

Porto Garibaldi: peschereccio a fondo, gasolio in mare

Lidi, da un'emergenza all'altra. Il natante incagliato sul basso fondale di fronte al Bagno Minerva. La titolare: soccorsi immediati, ma non c’è stato nulla da fare

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PORTO GARIBALDI. Non potevano credere ai loro occhi coloro che venerdì sera, intorno alle 18, hanno assistito all’incidente del peschereccio Tex, natante di circa 13 metri di lunghezza per 10 tonnellate di stazza, che, dopo essersi incredibilmente avvicinato alla spiaggia, è rimasto incagliato tra due barriere frangiflutti, di fronte al Bagno Minerva di Porto Garibaldi.

«Ci siamo subito detti che era impossibile che un peschereccio si fermasse tra gli scogli - racconta Rita Arvieri, titolare dello stabilimento balneare -, dato che l’ordinanza balneare lo vieta. Il bagnino aveva appena finito il suo servizio ed è subito corso a verificare, mentre noi abbiamo chiamato l’ufficio circondariale marittimo».

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Tutt’attorno una folla di curiosi ha seguito le prime operazioni di soccorso, effettuate da una pattuglia appiedata e dal un battello della Guardia Costiera. Andando a collidere con la fiancata sinistra tra le due scogliere, il Tex, che effettua la pesca a strascico e da posta, di proprietà di Michele Bellotti, armatore 43enne di Porto Garibaldi, è andato a sbattere con la fiancata sinistra contro gli scogli, cominciando così ad imbarcare acqua, per poi inclinarsi su un lato. Inutili tutti i tentativi di disincagliare il peschereccio, compiuti sino a tarda sera anche con il concorso di tre pescherecci nel frattempo sopraggiunti. Intorno alle 23 è giunta anche una squadra di sommozzatori dei vigili del fuoco, poi le operazioni sono state interrotte a causa del peggioramento delle condizioni meteo marine.

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I militari della Guardia Costiera hanno monitorato il tratto di mare interessato per tutta la notte, anche i tentativi di recupero attuati ieri mattina non hanno sortito i risultati auspicati. Solo il ricorso al pontone, che si trova in darsena, potrà ora consentire la rimozione del Tex dal tratto di mare in cui si trova incagliato.

 

Già ieri mattina, intanto, dalla spiaggia sino a viale dei Mille è cominciato a spandersi un odore acre di gasolio, che in molti hanno ricondotto alla falla del serbatoio del peschereccio, per altro la chiazza oleosa si è ben notata in mare e, più tardi, ha raggiunto la battigia.

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Sono in corso di accertamento, da parte della Capitaneria di porto, le cause del naufragio del peschereccio che, in balia delle onde e del mare mosso, tende in queste ore a colare a picco. L’autorità portuale sta valutando l’ipotesi di adottare un’ordinanza d’interdizione alla navigazione nel tratto costiero interessato dall’incidente.

Per tutta la giornata di ieri c’è stato un andirivieni di curiosi in spiaggia e qualcuna ha avanzato analogie con il naufragio della Costa Concordia all’isola del Giglio, ipotizzando l’uso del pontone della ditta Micoperi di Ravenna, già efficacemente intervenuta anche dopo il recente naufragio del mercantile turco Gobkel nel porto di Marina di Ravenna.

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