Volontari della sicurezza, dubbi alla Gad
Il Comune è poco disponibile, la security privata teme l’effetto-sceriffo. E le biciclettate serali hanno anticipato i tempi
Sono gli osservatori di quartiere, questo il nome ufficiale delle “ronde soft” con patente della Prefettura, la soluzione dei problemi di Grattacielo e dintorni? Ne sembra convinto Alan Fabbri, capogruppo regionale della Lega Nord, che ha proposto di applicare il modello-Bondeno, peraltro ancora da sperimentare sul campo, alla zona più problematica della città per quanto riguarda l’ordine pubblico. Il decreto Maroni di qualche anno fa consente un impiego gestito e molto regolamentato di volontari appiedati sul territorio, di giorno e di notte, al solo scopo di rilevare situazioni di degrado o di potenziale pericolo, da segnalare alle forze dell’ordine senza mai intervenire in prima persona. «È più o meno quello che facciamo già noi da un paio d’anni a questa parte, con le biciclettate notturne del venerdì - dice Massimo Morini, l’animatore di questi appuntamenti - Operiamo in stretta collaborazione con la Questura, ci è capitato di segnalare una persona che scaricava ingombranti vicino ai cassonetti e un senzatetto sotto in portico, come targhe o movimenti sospetti collegati ad attività illecite. Noi giriamo in bici con le nostre magliette, questi volontari andrebbero a piedi con degli identificativi, ma non vedo tanta differenza».
Sarebbero disposti, i membri del comitato, a inquadrarsi come osservatori di quartiere e rendere “istituzionale” la loro azione? «Se c’è la possibilità di collaborare con la Prefettura potrebbe essere una cosa interessante. Il fatto è che pochi residenti della Gad si sono mostrati disponibili ad impegnarsi in prima persona, in questi anni - riflette Morini - Noi siamo in venti-trenta ogni venerdì, ma Contrada, associazione di residenti e altre organizzazioni hanno sempre evitato coinvolgimenti». Le biciclettate taglieranno il traguardo dei 100 appuntamenti il 3 luglio, potrebbe essere l’occasione di parlare della novità.
I volontari in strada non convincono per nulla chi lavora nel settore. È il caso della società di security Top secret che, in collaborazione con la milanese Gsi, da un paio di mesi sta svolgendo un lavoro di sorveglianza notturna a pagamento di un gruppo di condomini della zona Gad: «Siamo a quota sei, attendiamo a breve altre adesioni - racconta Matteo Mazzoni (Top secret) - Siamo incaricati di pubblico servizio e segnaliamo alle forze dell’ordine le cose che non vanno, ogni mattina inviamo una relazione alla Questura. Un aiuto in più dai volontari? Non so, la sicurezza è una cosa seria e va fatta da professionisti, l’importante è che nessuno si senta sceriffo. Le forze dell’ordine, con l’attuale questore, stanno poi svolgendo un lavoro magnifico, e i risultati già si vedono. Come residente della zona preferirei le cene di quartiere alle “passeggiate” degli osservatori, per scoraggiare attività indesiderate».
Difficile, in ogni caso, che la proposta Fabbri prenda piede, perché l’amministrazione comunale, alla quale spetta un ruolo di attivazione dei volontari in base alla legge Maroni, è scettica se non ostile. «Il caso di Bondeno mi sembra diverso - argomenta l’assessore Aldo Modonesi - loro non hanno i Vigili di quartiere (50mila segnalazioni l’anno) e si servono di questi osservatori come collegamento con la popolazione. Se poi si vogliono le ronde mascherate, allora non siamo interessati, e pure il Questore si è espresso chiaramente».
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
