«Boldini era mio ‘nonno’ vogliamo saperne di più»
Il pittore ebbe un figlio, Erminio: in Usa lo seppero dopo la sua morte nel 1931 La pronipote Lisa a Ferrara: «Stiamo cercando notizie dei miei avi italiani»
È un viaggio nel passato, tra l’America e Ferrara, tra due secoli di storia, per trovare le tracce dei Boldinis, una storia costruita sui racconti orali dei vari discendenti americani del pittore Giovanni Boldini. Un viaggio che Lisa Boldini, la pronipote del pittore ferrarese, sta seguendo da anni, consultando archivi delle parrocchie americane tra Milford e Westfield, tra New Hampshire e Massachussets dove sono registrati i suoi avi.
«Sappiamo tutto o quasi tutto della sua vita in America, nulla o quasi nulla di quel pezzo di vita che Erminio Boldini, il figlio illegittimo del pittore Giovanni Boldini, ha trascorso in Italia: questo stiamo cercando, questo vogliamo trovare: aiutateci a farlo!» E’ una storia che si ripete, storia di emigranti e di discendenti, i Boldini americani («The Boldinisis», come scrive lei stessa) che per essere scritta compiutamente necessita di informazioni precise, nomi e cognomi, luoghi e gradi di parentela: da qui l’appello che lancia Lisa Boldini, arrivata a Ferrara in questi giorni, la prima di tutta la sua famiglia a respirare l’aria di quel «mio lontanissimo nonno», come chiama lei il pittore. Lisa Boldini ha raccolto tutte le informazioni necessarie, quelle ‘americane’. Mancano quelle ferraresi e italiane.
«La storia della mia famiglia viene da lontano: è la storia che il figlio di Erminio, Guy Marion, ha raccontato a mio nonno, che lo raccontò a mio padre e che a sua volta ha raccontato a me. Noi abbiamo documenti del passato di Erminio, non abbiamo più la lettera che lui ricevette nel 1931, dall’avvocato italiano, alla morte di suo padre, Giovanni Boldini, in cui lo informava di essere il figlio del pittore e di rientrare nell’asse ereditario: noi ora stiamo verificando se possibile avere informazioni più accurate sul legame tra Erminio e Giovanni Boldini, ma è davvero molto difficile, per questo chiediamo l’aiuto di chiunque».
La saga dei Boldini americani inizia nel 1874, alla nascita di Erminio.
Giovanni Boldini ha 32 anni, è un pittore affermato, e ha lasciato in Italia un figlio illegittimo, Erminio. La madre di Erminio non può tenerlo, (ad oggi non si sa chi sia) e così Giovanni Boldini lo affida ad una famiglia di sua fiducia, i Di Santo (probabilmente suoi cugini). Giovanni Boldini paga il mantenimento di Erminio e pretende che non gli venga cambiato il cognome. Erminio vive nel Sud Italia, nel Napoletano, a San Lupo (esiste un San Lupo a Benevento). Giovanissimo è nell’Esercito italiano, fa la Guerra d’Etiopia, è prigioniero e quando torna in Italia si sposa con Concetta (1877-1951) e hanno due bambini, nati in Italia: Guy Marion Boldini (nato nel 1901) e Mary Boldini (1905).
Nel 1910, Erminio emigra negli Stati Uniti e trova lavoro come scalpellino in una cava a Milford, nel New Hampshire. Ha altri 4 figli in America: Guido, Tino, Esther, e Rita. Muore nel 1938 e ha sempre vissuto e lavorato a Milford dove è sepolto con la moglie Concetta (la foto a fianco).
Pochi anni prima di morire scoprì il perchè del suo cognome: da una lettera inviata dall’Italia da un avvocato che li informa di essere tra gli eredi di Giovanni Boldini, pittore ferrarese di nascita, parigino d’adozione artistica.
Erminio non reclamò, di fatto, mai l’eredità che gli spettava perchè sarebbe dovuto rientrare in Italia dove c’era il fascismo: credeva fosse una trappola per farlo arruolare a forza nell’esercito e andare in Guerra.
Da allora, la storia della lettera è rimbalzata in famiglia tra nomi, famiglie, alberi genealogici, che Lisa ha scoperto. «Ma voglio saperne di più sul mio lontanissimo nonno».
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