Tutti in spiaggia per il recupero del ‘Tex’
Porto Garibaldi, divieto di balneazione per le sostanze rilasciate dalla barca affondata ma la curiosità è più forte
PORTO GARIBALDI. Un via vai incessante di bagnanti e curiosi ha scandito la giornata festiva sulla spiaggia di Porto Garibaldi, tornata balneabile da sabato, dopo la breve sospensione dei giorni scorsi. Il peschereccio “Tex” incagliato tra le barriere frangiflutti del Bagno Minerva ha scatenato curiosità, oltre che interrogativi, mentre 5 bagni, Nettuno, Bologna, Esperia, Minerva ed Anmi, hanno dovuto esporre bandiera rossa, dopo che l’Ufficio Circondariale Marittimo ha prescritto l’interdizione alla navigazione e alla balneazione in un raggio di 100 metri a sud-est e nord-ovest rispetto al punto in cui si è arenato il natante. Per il bagnino che sorveglia i 5 bagni è stato un bel daffare, visto che qualcuno provava a spingersi sugli scogli a guardare, ma la pratica è vietata dall’ordinanza balneare regionale, mentre in tanti per tutta la giornata si sono fermati a chiedere informazioni. L’esposizione della bandiera rossa significa che la balneazione è sconsigliata per condizioni meteo-marine sfavorevoli o per sospensione del servizio di salvataggio o per la presenza di un pericolo. «Non vado a fare il bagno – dichiara Martina Gelli, frequentatrice del Bagno Bologna - prima di tutto perché l’acqua è fredda. C’è stato maltempo e si sta bene solo al sole, ma anche perché seguo le indicazioni del bagnino». Dario Benini, proveniente con la figlia Giorgia da Galzignano Terme ammette che «è stata una sorpresa la sospensione della balneazione per i batteri e lo è anche adesso. Sarà stato un errore umano – prosegue l’uomo - ma noi non andremo in acqua perché ieri c’era una puzza insopportabile di gasolio. Speriamo che nei prossimi giorni i bimbi possano tornare a fare il bagno». Alessia Tomasi, mentre passeggia in riva al mare con il marito Giovanni Farinelli ed il figlioletto Andrea, spiega che «nel nostro bagno, il Sarah, per fortuna non c’è la bandiera rossa e si può nuotare, ma siamo qui per fare due passi e vedere la barca. Una cosa così non è mai successa». Alessandra Orselli e Martina Pavani sono due amiche di Portomaggiore, amanti della tintarella e dal loro lettino sulla battigia del Bagno Minerva, commentano che «solo arrivando questa mattina, abbiamo scoperto che c’era un peschereccio arenato tra gli scogli. Ci fa effetto, è triste vedere una scena del genere, come se fossimo all’isola del Giglio. Continueremo a venire qui in spiaggia – proseguono – perché stiamo bene, è il lido più vicino e non siamo predisposte all’acqua. A noi interessa stare al sole». Commento analogo anche di altri bagnanti, come Enrico Pilastri ed il figlio Edoardo di Ostellato, che trascorrono tutta l’estate a Porto Garibaldi, avendo affittato un appartamento in via Anita, di fronte al bagno Minerva. «È la Concordia 2 – dicono abbozzando una battuta - c’è tanta gente in spiaggia e non si spiega che ancora l’imbarcazione non sia stata recuperata. Sarà di 60 quintali, non è gigantesca. C’è il pro ed il contro – vanno avanti padre e figlio – in tutte le cose e nel suo piccolo Porto Garibaldi si ottenendo pubblicità come l’isola del Giglio». Una brezza leggera con vento di scirocco e mare calmo hanno accompagnato la domenica di sole a Porto Garibaldi, mentre il sorvegliato speciale, il “Tex”, ha continuato a lasciarsi accarezzare dalle onde, in attesa di tornare a galla. Qualcuno scattava foto e qualcun altro chiedeva ai giornalisti quando il natante sarà recuperato. Fortunatamente non si è avvertito l’odore acre di gasolio del giorno prima.
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