Argenta è ancora Comune virtuoso
Tra i punti cardine la conferma del rispetto dell’ambiente Il territorio riscopre la sua grande propensione al turismo
ARGENTA. Argenta tra i Comuni virtuosi non solo nelle parole ma anche nei fatti. A ribadirlo è stata una delegazione inviata nei giorni scorsi al festival della lentezza a Colorno, nel Parmense, per celebrare i dieci anni dell'associazione Comuni Virtuosi.
«Virtuosi per cosa? - si legge in una nota dell'assessorato all'ambiente diretto da Marco Chiarini -. Per le pratiche ambientali, di democrazia, di rispetto del territorio, in una parola per qualità della vita. Argenta ne fa parte con orgoglio e con piacere abbiamo partecipato al festival promosso dall'associazione, per raccontare chi siamo, ma soprattutto per imparare che il mondo è grande e le buone pratiche diverse, come diversissimi sono i territori e gli uomini che li popolano. In quei giorni di Colorno, ad Argenta - fanno notare ancora dal municipio - ha fatto tappa Letteratura Rinnovabile: le valli di Campotto si sono popolate di persone venute da ben oltre i nostri confini, per conoscere acque e terre». E a proposito di Campotto, «che candideremo a ottenere il riconoscimento Mab Unesco - ribadiscono dal "Palazzo" di piazza Garibaldi -, lo stesso che è stato conferito alle valli di Anita, parte dalla stazione 3 del bellissimo Parco del Delta Po, la fortuita coincidenza che tutto ciò si sia verificato nella stessa settimana, è anche motivo di soddisfazione che il lavoro svolto da questa amministrazione comunale in sinergia con altri enti e con le molte associazioni del territorio, abbia portato rinnovata attenzione e nuova cura per un patrimonio di immensa bellezza».
A conferma delle scelte fatte, «basterebbe ricordare che - fanno notare ancora gli amministratori comunali di Argenta - secondo le ricerche di Travel and Tourism, il turismo ha superato, per Pil totale generato e per occupazione, sia l'industria petrolifera che quella automobilistica, tradizionalmente ai vertici dello sviluppo economico; basterebbe ricordare come nella Ue il turismo abbia un'incidenza pari al 5% del Pil se si esclude l'indotto, e senza contare l'apporto di civiltà e di buon lavoro competente che trascina con sé. E non parliamo solo di turismo di massa - concludono -, ma anche di un turismo lento e dolce, che ci appassiona perché si avvicina alle caratteristiche del nostro territorio».
Giorgio Carnaroli
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