Ferrara, passaggi spericolati sui binari
Al centro Rivana Garden: varchi nella recinzione per attraversare la ferrovia. I soci lanciano l'allarme: una scorciatoia ad alto rischio
FERRARA - Al Centro sociale Rivana Garden non mancano i problemi e nemmeno gli inconvenienti. «Noi abbiamo un migliaio di soci - dice la presidente Paola Farina - ma dopo il progetto della ferrovia che circa 5-6 anni fa ha isolato la Rivana, molti non hanno più rinnovato la tessera. Almeno fosse stato aperto il cantiere, avremmo sopportato le conseguenze ed i disagi, invece no, tutto è fermo, il sottopasso che porta in via Aeroporto è chiuso e l'unica via d'accesso è da via Gaetano Pesci.
Persino chi deve andare alla mensa dell’associazione Viale K deve fare il giro dell'oca, ma qui hanno provveduto in modo drastico e pericoloso per evitare di fare troppa strada». Per accorciare il percorso sono stati infatti aperti dei varchi nella rete di recinzione che protegge l’area della ferrovia Ferrara-Codigoro e del relativo cantiere; in un primo tempo era sfruttato solo dagli extracomunitari e da persone in difficoltà che usufruiscono della mensa, ora ne approfittano anche i residenti e a quanto pare anche chi lavora negli orti attigui.
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.11669114:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/ferrara/cronaca/2015/06/24/news/fisco-la-finanza-scopre-diciannove-evasori-totali-1.11669114]]
A segnalare la pericolosa scorciatoia è stato Vasco Bennati, un collaboratore della Rivana che si occupa del settore Orti: «Ho visto passare anche adulti insieme ai bambini». «Mi auguro che non accada una disgrazia - prosegue Gianni Ferrioli, già presidente del Centro Rivana - e che non capiti neppure qualche inconveniente a chi ha trovato riparo durante la notte nella vicina cabina elettrica dove sono stati trovati materassi e stracci per terra». Nel mese di luglio, annunciano i dirigenti, chiuderà il teatro della Rivana poiché si devono completare i lavori di messa in sicurezza che sono iniziati tempo fa. «Ma questo è il meno - dice Ferrioli - quello che urge è la convocazione di una tavola rotonda con il sindaco o chi per lui e con i presidenti degli altri Centri per mettere sul piatto tutti i problemi che seriamente stanno minacciando il futuro dei Centri sociali».
Margherita Goberti
