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Il Tex II adesso non fa più paura

Il Tex II adesso non fa più paura

Rimosso il relitto con un pontone. La maglietta dell’armatore: tutti commettiamo errori

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PORTO GARIBALDI. “We all maek mistakes”, una celebre frase pronunciata entrando in tribunale da Phil Rudd, ex batterista degli AC/DC: tutti commettiamo degli errori. E quella frase (pur con un refuso) campeggiava, tutt’altro che casualmente, sulla maglietta indossata ieri da Michele Bellotti, l’armatore del Tex II, il peschereccio arenato fra le barriere frangiflutti di fronte al Bagno Minerva, a Porto Garibaldi. Sigaretta sempre accesa, tensione, mentre il suo natante semiaffondato veniva recuperato.

È stata un’altra giornata lunga e ricca d’insidie e preoccupazioni, quella che ha visto all’opera i sommozzatori dei vigili del fuoco, gli uomini della capitaneria di porto e i tecnici addetti alle manovre di recupero. In mattinata il briefing fra tutte le autorità competenti per decidere come e quando agire, viste anche le pessime condizioni meteo previste dalla sera, quindi i primi interventi, per liberare il più possibile lo scafo dalla morsa della sabbia. Poi, ecco l’arrivo dell’enorme pontone con la gru per sollevare l’imbarcazione. Che, a guardare le foto, pare il gheriglio di una noce, invece è una barca lunga 13 metri per 10 tonnellate di stazza. Operazione complessa e delicata, dunque, portata a termine con successo e grande professionalità da tutti gli attori, tanto da meritarsi le congratulazioni dei titolari degli stabilimenti balneari Minerva, Bologna ed Esperia, i più esposti a un eventuale fallimento.

In ogni caso, alle 19.36 il Tex II era in sicurezza alla Nautica del porto: anche il breve tragitto sul pontone, con l’ingresso nel portocanale, è stato complicato da vento e onde, che preannunciavano la tempesta della notte. Pericolo scampato e grande soddisfazione di tutti.

Antonella Poletti