La Nuova Ferrara

Ferrara

ricerca

Telemedicina, dopo i test con AstroSamantha un dono a Unife di 20mila euro

Paolo Zamboni e Samantha Cristoforetti
Paolo Zamboni e Samantha Cristoforetti

Ferrara, l'associazione che tutela i malati di Ccsvi ha deciso di finanziare l'utilizzo della strumentazione sperimentata sulla Stazione spaziale internazionale al Sant'Anna e in altri centri italiani. Il responsabile del progetto è il prof. Paolo Zamboni

2 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Potrà muovere i primi passi anche sulla terra il progetto di Telemedicina sperimentato da un team di ricercatori di Unife nella recente missione spaziale che ha visto protagonista l'astronauta italiana Samantha Cristoforetti. L’Associazione Ccsvi nella Sclerosi multipla ha deciso infatti di finanziare «il primo progetto italiano in grado di effettuare uno screening delle malformazioni vascolari extracraniche con un metodo oggettivo, non invasivo, privo di radiazioni, ed economicamente vantaggioso». Il primo contributo di 20.000 euro per la ricerca è stato destinato all’Università degli Studi di Ferrara. Responsabile scientifico del progetto eseguito in collaborazione con AstroSamantha (Drain Brain il suo nome) è il direttore del Centro di Malattie vascolari di Unife-Sant'Anna, prof. Paolo Zamboni.

Il progetto - spiega l'associazione finanziatrice - permetterà «ad alcuni centri distribuiti sul territorio nazionale l'utilizzo di nuove tecnologie diagnostiche sviluppate di recente presso l’azienda ospedaliera universitaria di Ferrara e sperimentate nell'ambito dei programmi spaziali governativi all'interno della Stazione Spaziale Internazionale.Tali tecnologie consentiranno all'azienda ospedaliera universitaria di Ferrara di effettuare diagnosi avanzate e certe, evitando al paziente viaggi faticosi e a lunga distanza. Inoltre saranno minori i costi della diagnosi e l’impatto rispetto alle indagini tradizionali perché le nuove avanzatissime tecnologie diagnostiche potranno dare informazioni supplementari su un possibile trattamento delle malformazioni vascolari, attualmente non sempre possibile».

Obiettivo dell’associazione è «rendere accessibile a tutti i malati le nuove tecnologie di diagnostica sviluppate all'interno dei programmi spaziali governativi, e di mettere a disposizione un concreto sostegno alla ricerca attraverso l'erogazione di un servizio diagnostico innovativo, non invasivo ed economico».

Il contributo destinato al Progetto di ricerca ‘Progettazione di uno screening in telemedicina delle malformazioni vascolari extracraniche’ è finanziato dai fondi provenienti dal 5 per 1000  e da quanto raccolto durante la “Settimana della Consapevolezza della CCSVI”,  svolta la prima settimana di maggio. Il progetto è in accordo con le tre grandi sfide su cui la Onlus è nata, dopo la scoperta da parte di Zamboni dell’Insufficienza venosa cronica cerebrospinale: ricerca, assistenza, informazione.

«Noi e i malati che rappresentiamo auspichiamo che Ferrara possa divenire un centro di eccellenza diagnostico per analizzare a distanza i dati raccolti sui pazienti in centri periferici. I primi  20.000 euro andranno a finanziare la fase progettuale - afferma il presidente dell’associazione CCSVI nella sclerosi multipla, Gabriele Reccia - Il progetto  permetterà di superare l’attuale situazione di screening per la Ccsvi spesso non possibile nei centri pubblici, e che obbliga i pazienti a rivolgersi a operatori spesso privi di adeguata esperienza diagnostica».