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Hera sposterà a Ferrara il centro ricerca e sviluppo

Hera sposterà a Ferrara il centro ricerca e sviluppo

Previsto un organico iniziale di 13 addetti ma sono possibili ampliamenti Le motivazioni: università, spazi disponibili e città strategica per il gruppo

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Hera trasferirà il settore Ricerca e sviluppo da Forlì a Ferrara, con una serie di motivazioni che danno indicazioni importanti sulle strategie da seguire per attirare sul territorio nuove attività economiche. La decisione è stata presentata nei giorni scorsi dall’azienda ai sindacati, ma il sindaco Tiziano Tagliani un paio di mesi fa aveva già anticipato lo sbarco di una «nuova attività di Hera», lo stesso giorno nel quale si annunciava l’accordo tra multiutility e Comune, che comprendeva un’autolimitazione per l’inceneritore da una parte e la conferma della presenza nel patto di sindacato dall’altra. Tre le motivazioni messe dall’azienda sul tavolo del trasferimento: la presenza di una forte università, gli ampi spazi sia interni che esterni a disposizione nella sede di via Diana, e il fatto che la città stia diventando sempre più baricentrica rispetto al gruppo, dopo le acquisizioni in Veneto e in Friuli. Finché si ragionava della sola Emilia, insomma, Ferrara era marginale, quando si allarga lo sguardo oltre il Po la collocazione fuori dall’asse di sviluppo regionale diventa vincente.

Il centro Ricerca e sviluppo di Hera si occupa di tutti i comparti del gruppo, dai pannelli solari al software dedicato, dalle procedure aziendali alle ricerche sulle tematiche ambientali. Al momento dell’insediamento Hera calcola che ci lavoreranno 13 persone, «ma l’intenzione aziendale è d’incrementare l’attività di questo centro, quindi la portata anche occupazionale dell’insediamento sarà importante - riferisce Piergiorgio Baroni (Filctem Cgil) - Non dimentichiamo che Hera dal momento dell’arrivo a Ferrara ha ridotto del 20-25% gli addetti». Va anche ricordata la rinuncia da parte di Hera all’investimento sulla Geotermia 2, nel periodo del blocco delle trivellazioni post-sisma.

Non ci sono ancora indicazioni di tempi, anche perché si tratta di trasferire una quota di addetti da Forlì e in questi casi le trattative all’interno di Hera sono piuttosto complicate. Un assaggio è arrivato nei giorni scorsi da una nota congiunta di Cgil, Cisl e Uil di Forlì, nella quale si attacca Hera per il trasloco, ipotizzando anche una relazione con le decisioni di quel Comune di uscire dal patto di sindacato della multiutility e di realizzare un’azienda in house per la raccolta dei rifiuti, a differenza di Ferrara. (s.c.)

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