La Nuova Ferrara

Ferrara

La Grande Bellezza, una scienza estense

La Grande Bellezza, una scienza estense

A Ferrara la prima scuola di specializzazione del settore: è nata Ambrosialab

3 MINUTI DI LETTURA





Nello studio dei prodotti che aiutano a farsi belli Ferrara primeggia. Addirittura è stata all’avanguardia, creando nel 1980 la prima scuola di specializzazione universitaria in scienza e tecnologia cosmetiche, fondata dal professor Mario Guarnieri. Oggi che il percorso si è trasformato in un master e il direttore è Stefano Manfredini, la qualità è confermata. «Viene riconosciuta da enti controllori super partes: diciamo che in Europa prima c’è Versailles poi arriviamo noi. Puntiamo su un settore in cui l’Italia è una vera potenza, la terza produttrice al mondo di cosmetici, con un margine netto di export annuale di un miliardo e mezzo di euro. Vero che qui non esistono grossi marchi ma L’Oreal, per dirne uno, produce da noi», dice Manfredini.

Il cuore della formazione e della ricerca in questo campo, come detto, incrocia Ferrara. Dalla partenza del corso fino a ora i diplomati sono stati più di 750; dei venti studenti ammessi ogni anno, nell’ultima tornata quattro sono stranieri, tra cui due brasiliani e un iraniano. Il master è di durata biennale e sviluppa competenze davvero a 360 gradi: «Prevalentemente per ciò che riguarda la ricerca e lo sviluppo, oltre che la formazione di base: tecnologie cosmetiche, chimica e farmacologia specialistiche, legislazione. Vorremmo potenziare il versante marketing, vendite e comunicazione, ma non abbiamo abbastanza ore», spiega il direttore. Le lezioni sono tenute da docenti Unife e da docenti a contratto provenienti dal mondo industriale, aziendale e delle professioni, riconosciuti esperti del settore. «Circa il 60% delle ore – specifica il professor Manfredini – spettano a chi viene dal mondo del lavoro. Sono voci che hanno conoscenze dirette e che possono offrire agli studenti. Noi come ateneo siamo i garanti di questo rapporto». Spesso gli allievi, oltre a stage e periodi finalizzati alla tesi sperimentale, riescono a ottenere un rapporto di lavoro proprio durante il corso, in aziende cosmetiche a cui il percorso di studi è collegato e che richiedono i loro curricula. Tra le attività integrate anche gli appuntamenti annuali di aggiornamento cosmetologico, grazie a cui gli studenti possono modo affacciarsi al mondo congressuale.

Oltre ai banchi si è anche fatto un tentativo di fare un passo in più. Nel 2003 venne fondato uno spin-off universitario, ossia un’impresa in rampa di lancio, dal nome Ambrosialab. «Dopo 13 anni quell’esperienza è ancora in vita – racconta Manfredini -, a dimostrazione che a Ferrara c’è un bacino culturale cosmetico vero e proprio. In pratica Ambrosialab inventa prototipi e ne trasferisce i risultati verso le imprese: l’85% delle aziende clienti è straniero». Qualche anno fa si parlò molto di un progetto interessante coltivato dallo spin-off: venne recuperato un ricettario di epoca estense, tra cui figuravano anche alcune fragranze, che fu successivamente reinterpretato in termini attuali. In pratica, i profumi delle dame di corte rivisti e aggiornati al XXI secolo. «Furono messi in vendita nei bookshop dei musei cittadini – ricorda Manfredini – però l’esperimento non ebbe successo, anche perché per lo stesso tipo di personale addetto un conto è vendere cataloghi di mostre, altro è vendere un tipo di prodotto diverso». Sempre quella benedetta storia del marketing e comunicazione che ritorna.

Fabio Terminali