Ferrara, profughi a pulire aiuole e aiutare disabili
Siglato accordo con il volontariato per impiegare i richiedenti asilo in attività gratuite
I profughi ospitati in provincia, che sono ormai 387, 'restituiranno' qualcosa al territorio attraverso attività di volontariato gratuito. Aiuteranno i disabili, ripareranno bici, distribuiranno abbigliamento e generi alimentari, terranno pulite le aree verdi, attività quest'ultima che sei giovani profughi hanno già dato disponibilità a svolgere in una zona sensibile come la Gad, dopo un minimo di formazione svolto con Hera e con le pettorine gialle addosso. Tutti saranno inquadrati in un protocollo d'intesa firmato da Prefettura, Questura, Comuni di Ferrara, Cento e Codigoro, e Azienda servizi alla persona, con un gruppo di associazioni di volontariato ferrarese, «per ora sono undici con una quarantina di posti ma speriamo che il loro numero possa crescere» ha detto l'assessore Chiara Sapigni nell’incontro di presentazione di ieri mattina in piazzetta Castellina. L'esempio arriva dal Canoa Club che, assieme al Comune di Vigarano, sta già sperimentando l'inserimento di 5 giovani profughi, «poteva sembrare un grattacapo ma siamo contentissimi di averlo fatto: sono persone con una professionalità specifica che ci stanno a loro volta insegnando qualcosa» ha detto Mauro Borghi. Il progetto è stato premiato qualche giorno fa all’Expo, anche se il ministero non ne sapeva nulla, «il territorio è molto bravo a organizzare iniziative, meno a promuoverle» ha rilevato il prefetto Michele Tortora.
I volontari, per lo più persone che sono nel Ferrarese da qualche mese e sono quindi già ambientati, verranno assicurati contro gli infortuni ma non percepiranno denaro nè «la loro attività può prefigurare un impiego futuro, su questo siamo chiari» ha sottolineato l'assessore. Le associazioni non ricevono contributi ma potranno essere destinatarie di materiale (attrezzi da lavoro, pc ecc.) da parte della Regione. «Il progetto è auspicato direttamente dal ministero dell'Interno - ha detto Tortora - L'intendimento è restituire dignità a queste persone, che non possono lavorare e se stanno a bivaccare fuori dai centri trasmettono un senso di disagio alla popolazione, e favorirne il senso di appartenenza a questo territorio». Si è associato il sindaco Tagliani, aggiungendo un riconoscimento al lavoro delle associazioni di volontariato. In zona Gad, nello specifico, i profughi lavoreranno assieme all’Anolf Cisl, «abbiamo voluto fortemente questo specifico progetto nell’ambito di Ferrara Mia perché qui si fa fatica a distinguere il migrante dallo spacciatore».
Da parte dei profughi, in ogni caso, «non si sono registrati problemi di ordine pubblico - ha annotato il direttore Asp, Maurizio Pesci - Il monitoraggio è continuo, se suona un campanello d’allarme interveniamo subito».
Stefano Ciervo
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