«Un giovane potrebbe gestire la libreria»
COMACCHIO. Tra i muri della libreria “Marino Rizzati” che il 18 luglio prossimo chiuderà definitivamente la saracinesca, si respirano quasi 50 anni di storia della cultura locale ed internazionale....
COMACCHIO. Tra i muri della libreria “Marino Rizzati” che il 18 luglio prossimo chiuderà definitivamente la saracinesca, si respirano quasi 50 anni di storia della cultura locale ed internazionale. Dopo il ricordo appassionato dello scrittore Marcello Simoni, tocca ora a loro, a Marino e a Maria Grazia, compiere un tuffo nel passato, quando, alla fine degli anni ’60 è cominciata la loro avventura . «Il libro che in assoluto abbiamo venduto di più e che è tuttora uno dei più amati – racconta Marino – è Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez, ma di sicuro tra i ricordi più belli c’è il grande lancio di Marcello Simoni. Tra i libri più venduti in assoluto ci sono anche le pubblicazioni di storia locale di Aniello Zamboni». Da sempre in via Zappata, trasferitasi negli anni ’80 sul lato opposto della stessa strada, la libreria “Marino Rizzati” è cresciuta negli anni, diventando un punto di riferimento, uno spazio dedicato all’accoglienza, allo scambio e alla cultura. Nei giorni scorsi i libri rimasti tra gli scaffali del primo piano sono stati recuperati da uno stock riminese ed ora si sta procedendo all’esaurimento della merce. Sino al 18 luglio resterà operativa l’edicola e poi, se non si faranno avanti potenziali acquirenti, la libreria chiuderà i battenti. «Da parte nostra – prosegue Maria Grazia, moglie di Marino – permane la speranza che possa esserci continuità grazie ad un giovane». Secondo Marino «Leonardo Romani sarebbe il nostro erede ideale, perché è un libraio giovane e bravo». Tra le pieghe dei ricordi lunghi 46 anni, spicca quello legato ad intere generazioni di alunni cresciuti con i suggerimenti e la professionalità di Maria Grazia. «Sono molto affezionata al settore scolastico, dai libri delle elementari a quelli delle scuole superiori – dichiara la moglie di Marino Rizzati – ed è stato bello vedere come nel tempo si è evoluto l’approccio alla scuola. Con i clienti si sono creati rapporti che vanno al di là del rapporto commerciale». A parere di Maria Grazia ancora nessuno si è fatto avanti perché il lavoro del libraio e dell’edicolante comporta grossi sacrifici, soprattutto per gli orari e per l’apertura costante dell’attività. «Ricordo come fosse ieri l’inaugurazione in presenza di Mons. Vito Ferroni e delle autorità – racconta Rizzati – e c’era anche Montroni, che ora dirige le librerie Mondadori».
Tra quei muri quasi spogli sembra ancora di vederli tutti là in fila i romanzi che hanno reso celebri Orwell, Hemingway, Verga, Moravia Calvino, Follet e tanti altri. La speranza è che insieme alla letteratura possa restare al suo posto anche la libreria, una delle poche del basso ferrarese. (k.r.)