La Nuova Ferrara

Ferrara

Asili verso la “salvezza” Si fanno avanti le coop

Comacchio, riunione particolarmente accesa e partecipata mercoledì sera Il buco è di oltre 80mila euro, la parrocchia non ce la fa e passa la palla ai privati

2 MINUTI DI LETTURA





COMACCHIO. Si prospettano due alternative all’orizzonte per salvare le locali scuole d’infanzia paritarie, una alternativa all’altra. Durante l’affollatissimo incontro tenutosi l’altra sera nel teatro del duomo, mons. Paolo Cavallari, con cifre alla mano, ha spiegato le ragioni per le quali da settembre la gestione delle scuole materne “Nostra Maria di Lourdes” (del duomo) e dell’istituto Virgili non saranno più a gestione parrocchiale. Si è levato in sala dapprima un brusio, poi un coro di proteste, tant’è che tra i genitori intervenuti, qualcuno ha mosso una dura critica, «perché a fine mese con due stipendi non ce la facciamo – ha esordito Marcello, un giovane papà - e non è possibile che tu don Paolo da tre anni dica come stanno le cose a fine giugno. Noi facciamo enormi sacrifici e se in estate non ci sono i campi solari, non abbiamo nonni a cui fare affidamento e non possiamo andare al Bennet a dire che a luglio chiude il campo solare e non sappiamo dove mettere il bambino». Costernato, ma aperto al dialogo e alle soluzioni alternative alla chiusura delle due materne paritarie, Mons Cavallari ha ammesso che «c’è un buco di 6mila euro per i costi del personale, oltre al pregresso di 50mila euro di spese, in corso di rateizzazione con Equitalia, oltre al Tfr dei dipendenti e sono altri 28mila euro e alle utenze, con due piani di rateizzazioni previste, da 365 euro al mese per la scuola d’infanzia del duomo e da 693 euro al mese per quella del Virgili». Insomma i numeri parlano chiaro e a fronte di 15.300 euro al mese di entrate, provenienti dalle rette, il totale delle uscite mensili ammonta a 23.342 euro, con un costo di utenze (gas, luce, acqua telefono) di circa 1500 euro mensili. «Ho chiuso la gestione, - ha detto perentorio Mons Cavallari - ma venerdì incontrerò di nuovo una delle cooperative sociali interpellate in questo periodo e anche l’arcivescovo, che si è mostrato molto sensibile». Mons. Cavallari, lamentando il ritardo con il quale giungono i contributi statali, sempre in calo, e la difficoltà di conoscere il numero dei bambini iscritti per settembre (ora approssimativamente 75, in diminuzione), ha specificato che gli istituti bancari interpellati non hanno fornito alcun sostegno e che l’alternativa dell’affidamento ad una cooperativa esterna potrebbe consistere nell’impegno di insegnanti con un comitato di genitori, disposto ad intraprendere una nuova avventura, dando vita ad una nuova cooperativa locale. Molto apprezzata in sala quest’ultima opportunità, «perché è meglio che ci impegniamo noi a salvare scuole e posti di lavoro».