Le società di calcio finalmente in rete
COMACCHIO. Si chiama “Comacchio in rete con i giovani del territorio” il protocollo di intesa discusso ieri pomeriggio nell’aula consiliare e che entro metà luglio approderà nella sottoscrizione da...
COMACCHIO. Si chiama “Comacchio in rete con i giovani del territorio” il protocollo di intesa discusso ieri pomeriggio nell’aula consiliare e che entro metà luglio approderà nella sottoscrizione da parte delle società di calcio locali e del Comune. La defezione dell’Asd San Giuseppe è stata recepita con rammarico dai presenti, ma con l’auspicio di margini di recupero, anche in vista dell’imminente termine di iscrizione ai campionati. L’assessore allo sport Stefano Parmiani, illustrando le linee guida del protocollo, accolto favorevolmente da tutti i presidenti delle associazioni, ha parlato di «azioni sinergiche con l’amministrazione in un momento in cui si fatica a reperire risorse per lo sport e volontari, che sono il vero motore delle società». È stata poi rimarcata la necessità di mantenere i giovani sul territorio, ma anche di avviare piani di razionalizzazione delle spese e di favorire lo scambio tra giovani di diverse squadre, oltre ad organizzare eventi. Domenico Zucconelli (Asd Vaccolino), si è detto d’accordo con le linee di massima del protocollo, «ma deve essere garantito un minimo di autonomia». Ginafranco Vitali (Polisportiva Magnavacca), ha lamentato come «tanti sui 1500 bimbi del territorio sono obesi: lo sport è fondamentale per la loro crescita», invocando un maggiore coinvolgimento delle ragazze nella pratica del calcio. Analogamente si è espresso Paolo Rossi (As Estensi-Spina), il quale ha specificato che «si era detto di chiudere i battenti a fine stagione, ma l’amministrazione ci ha moralmente ricaricati». Il sindaco Marco Fabbri ha posto l’accento sulla «consapevolezza che tante società sportive per sopravvivere devono dar vita ad alleanze e sulla necessità di forze nuove, di giovani e di volontari». Francesco Cavalieri e GianMarco Cavallari (Giovani Rossoblu) convinti che la ripartenza dalla terza categoria sia «il punto di partenza obbligato, che la città deve capire», hanno promesso slancio, passione ed entusiasmo.