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«In vacanza insieme. Ed è sparito con i miei soldi»

«In vacanza insieme. Ed è sparito con i miei soldi»

L'ex broker Mazzoni a processo a Ferrara, parla una delle vittime: io e Raffaele siamo cresciuti assieme

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«Io e Raffaele siamo cresciuti insieme. Abbiamo condiviso vacanze, battute di pesca, era un amico di cui fidarsi ciecamente. La delusione è stata enorme». A parlare è una delle decine e decine di risparmiatori danneggiati da Raffaele Mazzoni, l’ex broker di Mediolanum a processo per truffa, falso e gestione abusiva del risparmio per un ammanco stimato attorno agli 11 milioni di euro. Tra i tanti testimoni-vittime che hanno perso tutto, l’uomo che ieri ha raccontato al giudice Landolfi il suo legame di amicizia di lunga data con Mazzoni, però, ha subìto soprattutto un trauma affettivo. Alla fine, ha riferito al tribunale, la somma rimessa si aggira attorno ai 12mila euro, quella recuperata attraverso la transazione proposta da Mediolanum è arrivata a 33mila euro, oltre a qualcosa che era rimasto sul conto. Ma se il danno economico è stato abbastanza contenuto, non altrettanto è stato quello sul piano umano. «Non avevo motivo per non fidarmi, lo conoscevo da sempre. Le sue proposte di investimento apparivano valide, con tassi di interesse attorno al 6 e mezzo, 7 per cento; diceva che nella peggiore delle ipotesi non si poteva andare sotto il cinque per cento». Dopo un investimento iniziale di 17mila euro, di assegno in assegno i soldi affidati a Mazzoni, tutti quelli che la famiglia aveva messo da parte, si erano accumulati. Per poi scoprire che non era rimasto quasi nulla. Per recuperare parte del denaro perduto, è stata accettata la proposta di risarcimento di Mediolanum: «Ci siamo accontentati».

Molto peggio è andata ad altri ex clienti. Come il testimone che ieri ha riferito di aver chiesto a Mazzoni la restituzione di 16mila euro per l’acquisto di un’auto. L’ex broker aveva ormai l’acqua alla gola, quelli erano i suoi ultimi giorni “pubblici” prima di rendersi irraggiungibile dai suoi clienti diventati a loro insaputa suoi creditori. «Non si è presentato all’appuntamento con una scusa, e due giorni dopo era sparito».

Il processo riprende il 3 luglio.