Punti nascite, slitta il riordino degli ospedali
La Regione ferma la chiusura. Per Valle Oppio se ne parlerà in settembre L’assessore Venturi: «Niente blitz». Esulta l’M5S: «Stop al depotenziamento»
LAGOSANTO. Per il momento non chiuderanno i punti nascita dell'Emilia-Romagna finiti nel mirino perchè al di sotto dei 500 parti all'anno (il discorso riguarda anche l’ospedale del Delta di Valle Oppio di Lagosanto) almeno finchè la giunta regionale non avrà adottato le linee guida per il riordino ospedaliero. L'assemblea legislativa ha approvato all'unanimità una risoluzione che impegna i vertici di viale Aldo Moro a «sospendere ogni intervento nel settore, nei presidi ospedalieri interessati, mantenendo ferma la vigente programmazione delle conferenze territoriali socio-sanitarie almeno fino ad approvazione delle linee guida per il riordino ospedaliero». Insomma, la chiusura dei punti di nascite si ferma. e la giunta Bonaccini concorda. «Una risoluzione positiva- commenta l'assessore regionale alla Sanità, Sergio Venturi- un atto di indirizzo che rispettiamo». e aggiunge: «certo che sospendiamo. Non facciamo blitz». Quanto al riordino degli ospedali, Venturi spera di approvare le linee guida «entro fine luglio», di sicuro «non oltre metà settembre». non sarà comunque un'operazione indolore. «Dovremo chiudere dei posti letto- avverte- anche nel privato. Ma l'unico vero nodo sono i punti nascite». In ogni caso, assicura Venturi, «abbiamo detto che i risparmi li facciamo sui grandi ospedali, non sui piccoli» e che «il primo criterio da valutare è la sicurezza. È inaccettabile che si dica che chiudiamo i punti nascite solo per risparmiare- si scalda l'assessore- anche perchè chiudere un punto nascite significa rinunciare all'ultima settimana di gravidanza, non certo togliere ostetriche e assistenza» per tutti i nove mesi. «Non scombussoliamo una comunità territoriale per 50.000 euro» L'atto di indirizzo dell'assemblea legislativa impegna anche la giunta regionale a «coinvolgere enti locali e territori» nel riordino ospedaliero e a «valutare nei territori maggiormente decentrati», come quelli di montagna, «l'attuazione di soluzioni organizzative adeguate a garantire il mantenimento e la sicurezza delle prestazioni sanitarie erogate, con particolare riferimento ai servizi legati alla nascita». Un impegno che Venturi non fatica a prendersi. l'accordo Stato-Regioni del 2010 «lo riteniamo valido e da lì si prendono le mosse- mette in chiaro l'assessore- ma ci sarà modo di discutere e anche di sperimentare». Sui punti nascita, ad esempio, «se le aziende sanitarie hanno soluzioni alternative da proporre, le ascoltiamo volentieri». La risoluzione è stata presentata da Sel, Pd e M5s, a cui poi si sono aggiunti anche il centrodestra e l'altra emilia-romagna. «È meglio ragionare sull'intero sistema regionale e non sui singoli presidi», spiega Marcella Zappaterra (Pd).
