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C’era una volta l’ufficio per il lavoro

C’era una volta l’ufficio per il lavoro

Degrado che avanza ad Argenta: porte spaccate, incursioni notturne e sporcizia. Doveva diventare la nuova materna

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ARGENTA. «Possibile che nessuno si sia accorto in che condizioni versa l'ufficio del lavoro? A chi spetta fermare questo degrado?».

Sono parole di una giovane madre che, ieri pomeriggio con in braccio il suo bimbo, stava passeggiando vicino a questa struttura. Si tratta dell’ex ufficio provinciale del lavoro che si trova in Via 4 Novembre ad Argenta. Uno stabile abbandonato da tempo e situato all'interno di un parco giochi. In effetti, in questi ultimi tempi, il vandalismo ha preso il sopravvento e a farne le spese, oltre ad una porta da tempo fracassata e sostituita con tavole di legno, sono state altre strutture dello stesso edificio che per certi versi pare addirittura irrecuperabile. Facendo un giro attorno all’edificio si può notare che la maggior parte dei muri sono pieni di graffiti o altre scritte. Di queste ultime è chiara la matrice giovanilistica. All'interno le porte sono state distrutte, una finestra abbattuta e non sappiamo in che condizioni è il piano superiore. Sul destino di questo fabbricato occorre ricordare che tra le prime ipotesi avanzata (fin dai tempi della giunta dell'allora sindaco Giorgio Bellini, poi confermata anche dall'attuale amministrazione) ci fu quella di poter trasformare questo edificio in una scuola materna. Oggi, tuttavia, quella stessa ipotesi pare tramontata in quanto dal municipio lo stesso sindaco Antonio Fiorentini ha annunciato che la scuola materna ( se si farà serviranno 700 mila euro) di certo non costruita all’interno di quel parco. Dunque, resta l’interrogativo: quale sarà il futuro di questo edificio ex ufficio del lavoro? Per ora dal municipio non si registrano novità circa il futuro dello stabile. Probabilmente se ne sta parlando. Va anche detto che, degrado recente a parte, l’area verde è suggestiva e potrebbe prestarsi a varie soluzioni. Purtroppo mentre qualcuno deve decidere, i vandali non perdono tempo e proseguono nell’opera di devastazione dell’intera area.

Giorgio Carnaroli

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