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«La ferrovia per Codigoro: un tesoro dimenticato»

«La ferrovia per Codigoro: un tesoro dimenticato»

È di circa un anno fa la notizia dello “storico” superamento delle vendite di biciclette in Italia rispetto alle auto. Con mezzi sempre più preziosi e accessoriati non solo per muoversi in città ma...

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È di circa un anno fa la notizia dello “storico” superamento delle vendite di biciclette in Italia rispetto alle auto. Con mezzi sempre più preziosi e accessoriati non solo per muoversi in città ma per pedalare in vacanza. «È un fatto consolidato- confermano il presidente Fiab Stefano Diegoli e il componente del direttivo Giuliano Giubelli - che il cicloturismo sia in espansione e non riguarda, come si pensa erroneamente, la fascia povera della popolazione, ma è praticato a tutti i livelli». Per questo, proseguono, nel Ferrarese c’è «un tesoro nascosto e trascurato». Si parla della linea ferroviaria Ferrara-Codigoro, che secondo la Fiab avrebbe tutte le carte in regola per avviare un servizio di treno+bici in grado di far decollare il cicloturismo tra la città e la costa. C’è un ma, come ha obiettato T-per: la linea non è elettrificata e dunque incapace di far viaggiare il tipo di vagone attrezzato per il trasporto delle biciclette. «Ma in molti Paesi europei proprio le vecchie tratte ferroviarie sono diventate delle miniere d’oro trasformandosi in attrattiva cicloturistica. E qui cosa stiamo aspettando? Gli albergatori non vogliono cogliere questa opportunità?»

Più che mai nel Ferrarese investire in mobilità ciclabile significa investire nel futuro. «Prendiamo il Trentino Alto Adige - proseguono i rappresentanti Fiab - dove 7 milioni di investimento si sono tradotti in 100 milioni di ricavi, e dove si contano 400 chilometri di piste ciclabili. Per essere veramente la Città della Biciclette occorre compiere un salto di qualità. Partendo dalle “piccole cose” che in città vicine sono già una realtà: a Padova le rotonde prevedono anche una pista ciclabile con precedenza per le due ruote, mentre a Bologna si stanno già creando le “case avanzate”, ovvero le linee di arresto ai semafori riservate alle bici per non essere costretti a respirare smog quando è rosso. Per concludere, sempre ai semafori, il permesso di svolta a destra per i ciclisti anche quando è rosso».