Mobilità urbana, le bici prima di tutto. Le proposte della Fiab
Zone 30 e doppio senso ciclabile. E perfino un percorso di 6 km dal ponte S. Giorgio per arrivare all’ospedale pedalando
Rendere Ferrara la città delle biciclette non solo per quantità (in media tre bici pro capite) ma per la qualità della mobilità ciclabile. Da anni la Fiab (federazione Amici della Bicicletta) è impegnata, nel tavolo con Comune. Ami e Municipale, ad avanzare proposte concrete. E se progressi non sono mancati (Zona 30 ampliata alla Ztl, raccordi tra piste ciclabili con percorsi meno frazionati), restano ancora molti margini di migliorabilità. A ricordarli all’amministrazione intervengono il presidente Fiab Stefano Diegoli e Giuliano Giubelli, del direttivo.
Zone Trenta. Farle coincidere con la Ztl non basta, ragionano Diegoli e Giubelli, in presenza di 5000 deroghe e permessi. Il limite dei 30 all’ora va esteso a tutto l’entromura «perché solo in questo modo si abbassa l’indice di mortalità dei ciclisti che a Ferrara, come rilevato di recente dal Focus Istat, è ben sopra la media nazionale. Ed è sbagliato pensare a noi della Fiab come “antagonisti” delle auto: siamo prima di tutto cittadini che usano più mezzi. Ma disincentivare l’uso dell’auto significa più salute, più sicurezza e più rispetto per l’ambiente». Fare a meno delle quattro ruote in centro si può, aggiungono, mostrando l’esempio che arriva dalla vicina Vicenza: cargo bici elettriche ed ecologiche per il trasporto delle merci. «Le colonnine Enel per la “ricarica” esistono già: usiamole più e meglio».
Doppio senso ciclabile. Strettamente legato alle Zone 30 è il doppio senso ciclabile - ovvero la possibilità per i ciclisti di percorrere su entrambi i sensi anche le strade a senso unico - realizzabile appunto solo in presenza del limite di velocità ai 30 km orari. La Fiab guarda all’asse Carlo Mayr-XX Settembre: «sono 680 metri... un’auto che va ai 50 ci mette poco più di un minuto, se va ai 30 impiegherà 2 minuti.. è questo il problema? ». Tanto più che in questo modo «si creerebbe un percorso ciclabile che da Porta Reno passa per Carlo Mayr, XX Settembre e Porta Romana sfruttando le corsie preferenziali di autobus e taxi».
Pedalando fino all’ospedale.. Partirebbe dal Ponte di San Giorgio il percorso ciclabile per permettere anche alle biciclette di raggiungere da Ferrara l’ospedale di Cona, pedalando in sicurezza per sei chilometri lungo la strada bassa che costeggia via Comacchio. Il condizionale è d’obbligo però, perché «nonostante il progetto ci sia già, è bloccato a causa di un intoppo legato all’ultimo chilometro e mezzo». spiegano Diegoli e Giubelli. «Per accedere alla rotonda, occorre attraversare un appezzamento che appartiene a un privato, e questo finora ha stoppato tutto. Per questo rinnoviamo ora l’invito all’amministrazione ad affrontare il problema. Ci sono già 300 firme raccolte tra i dipendenti dell’ospedale e gli studenti che chiedono un percorso ciclabile, senza contare che il percorso toccherebbe anche l’abitato di Cona, rimasto isolato rispetto alla viabilità verso il nuovo ospedale».
Il Ponte di San Giorgio. «È uno snodo importante per la mobilità ciclabile perché si interseca con la pista di viale Volano e con il futuro percorso verso Cona». Per questo è importante, sostiene la Fiab, replicare la sperimentazione sul passaggio ciclopedonale semaforico già svolta per sette giorni ad aprile, con il verde pedonale simultaneo sui quattro lati dell’incrocio per permettere a bici e pedone di attraversare «senza avere occhi da mosca». Obiezioni erano giunte da Tper, per il ritardo di 10’ registrato dal bus della linea 6 per Cona. «Possiamo ragionare su aggiustamenti - concludono Diegoli e Giubelli - ma la sicurezza viene prima di tutto».
Alessandra Mura
