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«Quelle antenne non le vogliamo sotto casa nostra»

«Quelle antenne non le vogliamo sotto casa nostra»

Lido Nazioni. Protesta e raccolta firme, già a quota 250 «Già l’anno scorso non si dormiva più la notte e non solo»

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LIDO NAZIONI. Tutti allarmati, tutti sul piede di guerra. Ed è già scattata la raccolta firme. A preoccupare è l’installazione di antenne mobili per la telefonia cellulare nella zona dei viali Cuba e Australia, a Lido Nazioni: entrando da viale Stati Uniti, poco dopo la chiesa sulla sinistra, per capirsi, quindi in centro abitato. I residenti, perché in zona c’è chi vive tutto l’anno, hanno subito chiesto lumi al Comune circa il reinstallo di un ripetitore o antenna vicino a casa: «Da qualche giorno stiamo notando dei movimenti e non vorremmo trovarci installato un’altra volta un ripetitore dalla mattina alla sera, come l’anno scorso, con gli stessi identici problemi. Siamo disposti, noi che viviamo qui, ad andare in Comune per capire di cosa si tratta e, se sarà di nuovo come quello tolto, sembra doveroso avvisare i cittadini residenti di queste cose: siamo particolarmente preoccupati e vorremmo sapere di cosa si tratta».

A scrivere è Maria Nanetti Mazzola, ormai un’istituzione a Lido Nazioni, paladina di tante battaglie. E ne ha intrapresa un’altra: «Abbiamo già iniziato la raccolta firme, in qualche giorno siamo già arrivati a 250. Intanto, l’architetto Stefania Brunetti del Comune di Comacchio ha chiamato una residente, quella che ha le finestre davanti alle antenne, dicendole che l’Arpa è già venuta a controllare e ha dato il benestare e, se non siamo convinti, di richiamarla. Ma come, a nostre spese? E poi, cos’hanno controllato? Il rumore assordante di quei macchinari si sente quando sono in funzione, senza dimenticare l’emissione di onde elettromagnetiche, dannose per la salute e che impediscono il funzionamento di televisori, internet e... telefonini!».

Come detto, c’è un precedente, la scorsa estate: «E non si viveva: un rumore come di lamiere che stridono, tutta la notte. Dal Comune di Comacchio ci avevano detto che era un esperimento e poi l’hanno tolta, ma, da quello che ci ha detto la Brunetti, non è più un esperimento, ma un’installazione temporanea per l’estate».

Intanto la raccolta firme prosegue: «A casa mia e in ufficio (l’agenzia Maria, ndr), poi noi volontarie che abitiamo in viale Cuba e dintorni facciamo anche il porta a porta».(s.a.)