Specchietto rotto, fallisce la truffa
Ottantenne si insospettisce e chiama il 112 facendo fuggire il malviventi. I consigli dei carabinieri
Non si è lasciato incantare dalla sceneggiata del finto incidente e dal trucco dello specchietto rotto. E invece di mettere mano al portafogli ha afferrato il telefono e ha chiamato il 112, facendo scappare il malfattore. Pronta e provvidenziale la reazione di un uomo di 81 anni che da vittima designata si è trasformato in “castigatore”.
È successo sabato lungo via Comacchio dove l’anziano alla guida di una Renault Clio è stato affiancato da un’auto bianca guidata da un uomo che sosteneva di essere stato urtato dalla Renault contestando la rottura dello specchietto. Per la riparazione, aveva poi aggiunto lo sconosciuto, si poteva procedere al pagamento in contanti per evitare noie con l’assicurazioni. Per nulla impressionato dal tono deciso dello sconosciuto, l’ottantenne ha deciso di vederci chiaro, preferendo avvertire i carabinieri. La telefonata ha avuto effetto immediato sul malvivente, che ha subito ingranato la marcia e ha tagliato la corda in direzione Lidi. L’anziano invece ha sporto denuncia per tentata truffa alla stazione dei carabinieri di Ferrara.
Gli stessi militari intervengono per mettere in guardia i cittadini contro le cosiddette "truffe dello specchietto", un raggiro che negli ultimi tempi è diventato sempre più frequente: ignari automobilisti ignari vengono indotti da sconosciuti a credere di aver causato la rottura di uno specchietto e, di conseguenza, a pagare il danno subito e in contanti. La tecnica è sempre la stessa: il truffatore sfiora con la propria auto quella della vittima designata, batte sulla carrozzeria senza farsene accorgere e finge che l'urto lo abbia danneggiato mostrando lo specchietto oppure la fiancata (già danneggiati in precedenza). D'estate, con i finestrini abbassati, a essere rotto può essere anche l'orologio del truffatore, perché tiene il braccio fuori dal finestrino.
Un'altra variante coinvolge i mezzi a due ruote. Il motorino procede molto lentamente e l'auto è costretta a sorpassarlo. Ma mentre lo fa, il motorino sbanda e poco dopo l'auto viene costretta in qualche modo a fermarsi perché il centauro dice di essere stato colpito dall'auto, spesso mostrando su entrambi i veicoli i due punti di contatto graffiati (probabilmente, provocati ad arte dal truffatore). Le varianti possono essere molto diverse: ciò che accomuna tutte queste "truffe al volante" è la pretesa di denaro contante per pagare il piccolo incidente che la controparte ritiene essere causato dalla “preda”. La cifra richiesta può andare da 50 a 200 euro ma di solito, dopo veloce e abile contrattazione, è quella disponibile nel portafoglio del malcapitato.
Per evitare di cadere in nelle truffe bisogna tener presente due semplici regole da applicare in ogni caso (anche qualora il danno sia vero): non bisogna mai lasciarsi convincere a pagare subito in contante, spinti dalla tentazione di fare da sé per non coinvolgere l'assicurazione; insistere per compilare la constatazione amichevole di incidente (CAI, detta anche "modulo blu"), senza lasciarsi scoraggiare dal fatto che "è solo un piccolo danno".
Come nel caso dell'81enne, di fronte alla fermezza il presunto danneggiato, se è davvero un truffatore, sceglierà di desistere e di allontanarsi al più presto. Occorre, se possibile, annotare subito targa e modello dell'auto e segnalarla al 112: questo fatto contribuisce a fermare i truffatori, facendo un favore a tutti i cittadini che rischiano di essere ingannati.
