Codigoro, sotto sequestro l’allevamento Magoghe
L’ordinanza firmata ieri dal sindaco Rita Cinti Luciani su proposta dell’Asl Il provvedimento durerà fino al risultato delle analisi in corso sulle 54mile galline
CODIGORO. La notizia, nell’aria da alcuni giorni, è arrivata ieri: il sindaco Rita Cinti Luciani ha firmato, su proposta dell’Asl, una ordinanza di sequestro dell’allevamento di galline Magoghe, in località Ca’ Foscari. L’ordinanza di sequestro riguarda le oltre 54mila galline da uova, l’edificio in cui sono custodite e le uova. Il provvedimento avrà durata almeno fino a quando le autorità sanitarie avranno gli esiti delle analisi. Queste ultime riguarderanno soprattutto l’acqua utilizzata nello stesso allevamento, acqua che - secondo fonti sanitarie - potrebbe contenere tracce di un prodotto anti-mosche che, a sua volta, potrebbe (i condizionali, in questo caso e in attesa delle analisi, sono d’obbligo) rappresentare un elemento di tossicità. Il titolare dell’allevamento, Massimo Scabin, raggiunto telefonicamente dalla Nuova Ferrara, ha sempre sottolineato la «piena regolarità di quanto si trova nell’allevamento. Lo stesso prodotto anti-mosche - ha ribadito il proprietario - è un «prodotto assolutamente autorizzato dalle autorità competenti». Sta di fatto che, visto l’altissimo numero degli animali allevati e la necessità di poter disporre di dati certi in merito alle analisi prima eventualmente di disporre la sospensione del provvedimento di sequestro della struttura, queste sono ore molto importanti nelle quali l’Asl dovrà capire se vi siano motivi di preoccupazione o meno, e accertare eventuali responsabilità.
Ieri pomeriggio l’Asl ha emesso un comunicato in cui rammenta che «venerdì scorso un veterinario e un tecnico della prevenzione dell'Unità Operativa Attività Veterinarie hanno effettuato un intervento di campionamento dell'acqua di abbeverata destinata agli animali. Nel corso del sopralluogo - prosegue la nota dell’Asl - è emerso che, dal giorno precedente (giovedì 25 giugno; ndr), nell'acqua di abbeverata sarebbe stato somministrato alle galline un prodotto moschicida. Si è così configurato un possibile trattamento illecito in corso. A tutela della salute pubblica ed in applicazione delle procedure di un intervento di Piano Nazionale Residui su sospetto, l'Unità Operativa Attività Veterinarie - in accordo con il Servizio Veterinario regionale e l'Istituto Zoo-profilattico - ha prescritto l'immediata cessazione della somministrazione dell'acqua di abbeverata trattata, procedendo al campionamento di diverse matrici (acqua di abbeverata, animali e uova) per la ricerca del principio attivo ciromazina e altri pesticidi e - precisa l’Asl - al sequestro sanitario cautelativo dell'allevamento e delle uova prodotte». L’Asl aggiunge infine che «le uova prodotte nella giornata precedente l'intervento, sono state rintracciate, segnalando il caso al Servizio Veterinario».
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