«Così cambierà il Castello comunale»
Il vicesindaco e assessore alla cultura illustra le novità dopo il passaggio di gestione del percorso museale
Si muove già come il nuovo referente del Castello Estense. Tra i corridoi, le ampie stanze e le torri, il vicesindaco e assessore alla cultura Massimo Maisto ha in mente molti progetti da quando il ricco e complesso percorso museale all’interno dello storico monumento ferrarese è passato di competenza dalla Provincia all’amministrazione comunale.
«Da quando abbiamo messo i quadri di Boldini e De Pisis - dichiara soddisfatto - le presenze in Castello sono aumentato».
In effetti dopo anni di oblio si è capito in pieno la grande potenzialità di questo monumento strategico per il turismo ferrarese e la sua grande propensione ad ospitare anche grandi eventi artistici. Ma è proprio sui quadri di Boldini in mostra che arriva la prima grossa novità.
«Stiamo lavorando in sinergia con il ministero dei beni culturali - spiega il vicesindaco - per portare alcuni quadri di Boldini in mostra in Cina e più precisamente a Pechino. Una trattativa già ben avviata che speriamo si concretizzi in tempi brevi in modo anche di poter promuovere in toto la nostra città al fiorente mercato cinese».
Una mossa che potrebbe rivelarsi molto utile anche perché nell’ultimo anno si è assistito allo storico sorpasso tra le presenza straniere a Ferrara con i cinesi che hanno scavalcato al comando della classifica dopo tanti decenni i tedeschi.
«L’operazione Boldini - continua Maisto - potrebbe così liberare alcuni quadri attualmente in mostra per far posto ad altri capolavori che fanno parte del nostro patrimonio artistico, come Previati, Mentessi ed alcune opere dell’Ottocento. Nei camerini d’alabastro, finalmente riscoperti, rimarranno invece in bella mostra i De Pisis».
E a propositi dei famosi camerini di Alfonso I situati sopra la via Coperta, corridoio di congiunzione tra il Castello Estense e il palazzo municipale il vicesindaco conferma la volontà di creare un collegamento ideale per poter anche estendere il percorso museale.
«È una bella idea - riflette l’amministratore - tuttora in fase di studio. Già in passato quella porta è stata aperta per sporadiche visite domenicali ai due palazzi. Si lavora per una soluzione più duratura anche alla luce dei recenti lavori che vengono effettuati per il risanamento post sisma di quel lato di palazzo municipale».
Potrebbe essere solo una combinazione, ma chi attualmente sta lavorando insieme ai tecnici del Comune, in primis l’architetto Natascia Frasson, per la ristrutturazione del dopo terremoto di palazzo municipale è proprio l’architetto Marco Borella, il tecnico che sotto l’amministrazione Dall’Acqua nei primi anni Duemila ha lavorato per la creazione del percorso museale, facendo ritornare all’antico splendore i camerini di alabastro per tantissimi anni occupati dagli appartamenti e dalla foresteria della prefettura.
«Sono alla studio - prosegue Maisto - anche piccoli aggiustamenti nel percorso museale, parlo delle targhe illustrative, l’allestimento è molto bello ma va aggiornato anche con le moderne tecnologie visive per stare al passo coi tempi».
Rimane anche il progetto Pinacoteca tanto caldeggiato dall’attuale ministro dei beni culturali, il ferrarese Dario Franceschini.
«Come sapete - conferma Maisto - c’è la volontà politica sia statale che locale per lavorare al progetto di trasferire la Pinacoteca in Castello, liberando gli spazi al piano nobile di palazzo Diamanti. Ma bisogna passare anche per il via libera dei tecnici per valutare anche dal punto di vista strutturale la fattibilità di tale trasferimento. Ad esempio ci sono problemi per certe opere attualmente esposte in Pinacoteca e non parlo solo del gigantesco Polittico Costabili. Occorre valutare anche la possibilità di cosa sostituire ai Diamanti in caso di partenza della Pinacoteca. Il progetto comunque potrebbe diventare operativo in un triennio».
