Direttore senza laurea «Per la Holding va bene»
Bocciati dalla maggioranza comunale i documenti anti-Paramucchi di Fi e M5S Vitellio (Pd): grave mettere in croce una persona. Le opposizioni: ricorsi a raffica
Vivace dibattito ieri pomeriggio in consiglio comunale sul bando di selezione per la nomina del nuovo direttore della Holding Ferrara Servizi. L’ordine del giorno presentato da Forza Italia che chiedeva uno stop alla procedura, riversando nella riduzione delle imposte comunali i 320mila euro (l’importo dell’indennità lorda quadriennale che andrà all’incaricato) che si potrebbero risparmiare, è stato bocciato: maggioranza compatta per no, opposizione altrettanto per il sì. Presentando il proprio documento, Matteo Fornasini ha negato la necessità dell’assunzione e criticato i requisiti richiesti (basta il diploma superiore), sospettando che la prova abbia già un vincitore designato: il ragionier Paolo Paramucchi, già dg della Holding nell’ultimo anno in affiancamento all’amministratore unico Francesco Badia. «Sono pronto a scrivere in una busta chiusa il nome di chi potrà vincere», ha detto il consigliere Fi.
Accuse rigettate dalla giunta. E’ stato il vicesindaco Massimo Maisto a prendere la parola, in pratica riportando il comunicato (che sintetizziamo a fianco) del sindaco Tiziano Tagliani, assente per una settimana di ferie fuori città. «La selezione, non un concorso, è operata direttamente dalla Holding, che è autonoma – ha detto Maisto - Il Comune in questi anni ha fatto uno sforzo enorme per ridurre i costi del personale, passando dai 53 milioni e 705mila euro del 2008 ai 45 milioni e 783mila del 2014; quest’anno andremo a quota 45 milioni e poi caleremo ancora. I dirigenti sono stati ridotti, ma non penso che siano uno spreco: un buon dirigente ripaga l’amministrazione con il proprio lavoro».
Poi un passaggio che ha lasciato perplessa l’opposizione: «Fin dall’anno scorso – ha affermato Maisto - quando si è deciso di affiancare Badia con Paramucchi, il sindaco disse che poi ci sarebbe stata una selezione». «Mai sentito nulla del genere», hanno ribattuto Fornasini e Paolo Spath (Fdi).
Ironico Francesco Rendine (Gol): «Consiglierò a mio figlio di prendere la tessera del Pd e non una laurea; qui non c’è spazio per nessuno che non sia gradito all’amministrazione. Il rapporto tra dirigenti e operatori all’interno della Holding è eccessivo». Il Movimento cinque stelle, tramite il consigliere Claudio Fochi, ha presentato un emendamento all’odg (anch’esso bocciato), per innalzare i requisiti «secondo gli standard internazionali: laurea di primo livello in Economia e master». «Forse la nomina viene fatta a norma di legge – ha aggiunto Ilaria Morghen – ma siamo di fronte a giochi di partito che fanno perdere di credibilità al Comune». Critico anche Giovanni Cavicchi (Lega), mentre Spath ha descritto gli amministratori di centrosinistra come dei «sarti perfetti: fanno selezioni create su misura per qualcuno. In questo caso forse si è deciso all’interno della giunta o direttamente con chi dovrà occupare la poltrona».
Dalla maggioranza, Alberto Bova (Fc) ritiene «giusto avere due figure apicali: la Holding è un’azienda che gestisce enormi ruoli. Il titolo di studio? Non importa, l’azienda opera nel diritto privato». «Finalmente una proposta della minoranza per ridurre le tasse – ha ironizzato Luigi Vitellio, capogruppo Pd -. Ma non si può dire solo di tagliare. Invece di approfondire i contenuti del bando, l’opposizione ha preferito solo attaccare e mettere in croce una persona: una cosa grave. Il vostro comportamento potrebbe incidere sulla scelta del candidato». La battaglia per Fi non è finita: ribadita l’eventualità di ricorrere a Corte dei Conti e Autorità anticorruzione, presieduta da Raffaele Cantone.
Fabio Terminali
