Patto Comuni-fisco, snidati pochi evasori
Messe nel mirino le attività che a livello locale sono note a molti, se non a tutti, ma che rimanevano coperte agli occhi del fisco nazionale. ultimi posti in emilia con 4,5 milioni di nuovi accertamenti
Hanno messo nel mirino le attività che a livello locale sono note a molti, se non a tutti, ma che rimanevano coperte agli occhi del fisco nazionale. Gli incassi di due escort romagnole, ad esempio, che hanno portato ad un recupero fiscale di oltre 100mila euro. La collaborazione tra Agenzia delle Entrate e singoli Comuni sta decollando, in Emilia Romagna, come dimostrano le storie e soprattutto i dati di quanto scoperto e incassato: 88,4 milioni di euro accertati dal 2009, con 5.200 pratiche aperte, e 29,6 milioni effettivamente incassati. In quest’ambito la provincia di Ferrara resta cenerentola, in una classifica che vede Reggio Emilia municipio-leader (8,7 milioni di nuove imposte accertate) e l’accoppiata Modena-Bologna in testa come province (21 e 19 milioni accertati, rispettivamente). L’intero Ferrarese ha prodotto, attraverso il canale Entrate-Comuni, quasi 4,5 milioni di euro di nuove imposte accertate, dato che lo pone al penultimo posto in Emilia, davanti alla sola Parma. Per quanto riguarda il solo capoluogo, l’importo effettivamente riscosso in aumento nel 2014 è stato di 213.064,62 euro, inferiore anche a piccoli Comuni come la bolognese Castel San Pietro (405.871,62 euro) o Carpi (288mila euro), somma che è stata completamente utilizzata nella parte corrente del Bilancio «che hanno contribuito in parte alla riduzione delle risorse trasferite dallo Stato», ha fatto sapere l’Agenzia regionale delle entrate. In pratica, l’impegno anti-evasione dei Comuni è incamerato in buona parte dallo Stato. Gran parte delle città ha comunque utilizzato queste somme per ridurre la pressione fiscale.
Gli evasori scoperti a livello locale si annidavano in gran parte nella proprietà edilizia, ma molto redditizie sono anche le segnalazioni sui “finti poveri”.