La Nuova Ferrara

Ferrara

«Preoccupati per la nostra patria»

«Preoccupati per la nostra patria»

Parlano gli studenti greci che vivono a Ferrara e che seguono con apprensione la crisi ellenica

3 MINUTI DI LETTURA





La Grecia sull’orlo del baratro fa notizia anche da noi. La nostra Università raccoglie molti studenti, specialmente di Farmacia, che vengono dalla penisola ellenica. Ecco i loro pensieri sul difficile momento che sta vivendo il Paese.

«C'e ovviamente preoccupazione – dice un ragazzo che ha studiato Farmacia da noi, che adesso è tornato ad Atene e preferisce mantenere l’anonimato - ma una gran parte della gente sa che quello che fa il governo è giusto. È evidente che il programma della Germania e della Fmi per la nostra economia è fallito; da 5 anni ha solo peggiorato le cose. E su questo erano tutti d'accordo. La Germania stessa aveva dichiarato che il programma non ha portato risultati. Ora il governo greco propone un altra via, rispettando e dando la prima parola ai problemi umanistici, alla salute della gente alla povertà. All’Europa non interessa cosa dicono i popoli e se riescono a vivere con quello che propone. E per la prima volta il nostro governo dice no ai banchieri e si al popolo facendo il referendum; circa 4 anni fa il governo tedesco aveva impedito al governo greco di fare il referendum: cosa assurda è come dire che un altro paese comanda dentro al tuo paese. Ci vengono chiesti ulteriori tagli, maggiori tasse ai farmaci per esempio dal 6% al 11%, e dimmi tu come uno pensionato che prende ora una pensione di 350euro possa essere d'accordo. Il punto è che il popolo greco ha sofferto molto mentre il sistema economico mondiale faceva il suo lavoro. Ci davano prestiti per pagare altri prestiti ingrossando così il debito e senza dare nessuna soluzione. Io personalmente spero tanto anche nei Podemos dalla Spagna, dove a settembre ci saranno le elezioni, i quali sono molto vicino con Tsipras. Il problema per gli europei non sono le riforme che propone il governo, io penso che il costo di queste riforme per l’Europa è pochissimo rispetto il costo di una possibile uscita della Grecia all’euro. La più grande verità è che non vogliono Tsipras perché non è uno di loro e in più se la danno vinta a Tsipras poi altri governi di sinistra verranno fuori come i Podemos in Spagna: questo è il vero domino che vorrei fosse evitato».

Qualche studente greco, che non è ancora andato in vacanza, si trova in città e vive in questo modo la vicenda.

«Allora, è una situazione difficile perché non sappiamo che cosa può succedere domani – dice Kallia, 22enne studentessa di Farmacia -, e se possiamo vivere come prima, i miei parenti sono ansiosi perché ogni giorno imparano nuove informazioni sul governo, ma non possono spiegarmi la situazione chiaramente che è pericolosa. Credo o sono sicura che i greci al 5 luglio avranno la capacità di decidere correttamente per il futuro della Grecia. Certamente siamo preoccupati perché in questa nazione vivremo e lavoreremo nei prossimi anni. E' il nostro futuro, ma non possiamo vivere o capire la situazione della Grecia chiaramente finché siamo qua. Abbiamo letto le notizie dai giornali e dalla televisione anche noi».

«In Grecia la situazione è troppo difficile – aggiunge Nana -, non ci sono soldi, domenica prossima la gente deve votare perché l’Europa non dà più fondi, forse usciamo dall’Euro. Siamo molto preoccupati, soprattutto in questi giorni potrebbero prendere i soldi che abbiamo in banca. Non c’è lavoro, la situazione è troppo grave, siamo preoccupati. I laureati sono disoccupati. Per ora io sono tranquilla, perché mia madre ha già una farmacia e so dove andrò dopo gli studi, ma molte persone vanno a comprare i farmaci al supermercato che costano meno. Per ora resistiamo la situazione è peggiorata, è cambiata in malo modo, ma sopravviviamo».

Corrado Magnoni