«Preoccupati per la nostra patria»
Parlano gli studenti greci che vivono a Ferrara e che seguono con apprensione la crisi ellenica
La Grecia sull’orlo del baratro fa notizia anche da noi. La nostra Università raccoglie molti studenti, specialmente di Farmacia, che vengono dalla penisola ellenica. Ecco i loro pensieri sul difficile momento che sta vivendo il Paese.
«C'e ovviamente preoccupazione – dice un ragazzo che ha studiato Farmacia da noi, che adesso è tornato ad Atene e preferisce mantenere l’anonimato - ma una gran parte della gente sa che quello che fa il governo è giusto. È evidente che il programma della Germania e della Fmi per la nostra economia è fallito; da 5 anni ha solo peggiorato le cose. E su questo erano tutti d'accordo. La Germania stessa aveva dichiarato che il programma non ha portato risultati. Ora il governo greco propone un altra via, rispettando e dando la prima parola ai problemi umanistici, alla salute della gente alla povertà. All’Europa non interessa cosa dicono i popoli e se riescono a vivere con quello che propone. E per la prima volta il nostro governo dice no ai banchieri e si al popolo facendo il referendum; circa 4 anni fa il governo tedesco aveva impedito al governo greco di fare il referendum: cosa assurda è come dire che un altro paese comanda dentro al tuo paese. Ci vengono chiesti ulteriori tagli, maggiori tasse ai farmaci per esempio dal 6% al 11%, e dimmi tu come uno pensionato che prende ora una pensione di 350euro possa essere d'accordo. Il punto è che il popolo greco ha sofferto molto mentre il sistema economico mondiale faceva il suo lavoro. Ci davano prestiti per pagare altri prestiti ingrossando così il debito e senza dare nessuna soluzione. Io personalmente spero tanto anche nei Podemos dalla Spagna, dove a settembre ci saranno le elezioni, i quali sono molto vicino con Tsipras. Il problema per gli europei non sono le riforme che propone il governo, io penso che il costo di queste riforme per l’Europa è pochissimo rispetto il costo di una possibile uscita della Grecia all’euro. La più grande verità è che non vogliono Tsipras perché non è uno di loro e in più se la danno vinta a Tsipras poi altri governi di sinistra verranno fuori come i Podemos in Spagna: questo è il vero domino che vorrei fosse evitato».
Qualche studente greco, che non è ancora andato in vacanza, si trova in città e vive in questo modo la vicenda.
«Allora, è una situazione difficile perché non sappiamo che cosa può succedere domani – dice Kallia, 22enne studentessa di Farmacia -, e se possiamo vivere come prima, i miei parenti sono ansiosi perché ogni giorno imparano nuove informazioni sul governo, ma non possono spiegarmi la situazione chiaramente che è pericolosa. Credo o sono sicura che i greci al 5 luglio avranno la capacità di decidere correttamente per il futuro della Grecia. Certamente siamo preoccupati perché in questa nazione vivremo e lavoreremo nei prossimi anni. E' il nostro futuro, ma non possiamo vivere o capire la situazione della Grecia chiaramente finché siamo qua. Abbiamo letto le notizie dai giornali e dalla televisione anche noi».
«In Grecia la situazione è troppo difficile – aggiunge Nana -, non ci sono soldi, domenica prossima la gente deve votare perché l’Europa non dà più fondi, forse usciamo dall’Euro. Siamo molto preoccupati, soprattutto in questi giorni potrebbero prendere i soldi che abbiamo in banca. Non c’è lavoro, la situazione è troppo grave, siamo preoccupati. I laureati sono disoccupati. Per ora io sono tranquilla, perché mia madre ha già una farmacia e so dove andrò dopo gli studi, ma molte persone vanno a comprare i farmaci al supermercato che costano meno. Per ora resistiamo la situazione è peggiorata, è cambiata in malo modo, ma sopravviviamo».
Corrado Magnoni
