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Promossi da Goletta Verde

Promossi da Goletta Verde

Il monitoraggio delle acque, con prelievo alla foce del Logonovo, è positivo

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PORTO GARIBALDI. Sono stati11 i punti monitorati da Legambiente sulla costa emiliano-romagnola, in una regione che conta una percentuale di depurazione dei reflui urbani del 67% contro una media nazionale che si attesta mediamente al 57%. E la fotografia scattata da Goletta Verde rileva solo un punto “fuorilegge”, con una carica batterica almeno doppia rispetto ai limiti consentiti dalla legge, e altri due da ritenersi inquinati. I prelievi e le analisi di Goletta Verde sono stati eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente il 14 giugno scorso, hanno indagato parametri microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia colli).

Legambiente, che è bene ribadire, non vuole sostituirsi ai monitoraggi ufficiali e non assegna patenti di balneabilità, evidenzia, come sottolinea Serena Carpentieri, «le criticità rilevate e che si ripetono da alcuni anni in alcune località, meritando un approfondimento da parte degli enti competenti».

Tutto ciò premesso, il “verdetto” per le acque nostrane è stato positivo: il prelievo è stato effettuato alla foce del Logonovo, fra i Lidi Estensi e Spina, e ha rilevato concentrazioni entro i limiti di legge. È quanto emerso, fra l’altro, ieri mattina, durante la conferenza stampa a bordo della Goletta Verde di Legambiente, ancora attraccata al Porto Canale di Porto Garibaldi. Un passo avanti, dopo la mezza bocciatura dell’anno scorso e il conseguente botta e risposta istituzionale a colpi di analisi.

I cambiamenti climatici mettono in crisi i sistemi depurativi e portano mareggiate sempre più dannose. Sul piano della depurazione è necessario quindi non abbassare la guardia, tenuto conto altresì che lo scorso anno l'Unione Europea ha nuovamente avviato una procedura d’infrazione ai danni dell’Italia per il mancato rispetto del trattamento delle acque reflue urbane, procedura che coinvolge anche dieci agglomerati urbani dell’Emilia Romagna.

Come rileva Lorenzo Frattini, presidente Legambiente Emilia Romagna, «la realizzazione di opere non solo di depurazione, ma anche di difesa della costa, che con il suo irrigidimento costituito dalla barriera di cemento contribuisce al bassissimo apporto di sabbia dai fiumi ormai troppo antropizzati continuano ad oggi a costituire un’emergenza sottostimata».

Un importante contributo a questa campagna viene dal Consorzio obbligatorio oli esausti, che sottolinea come la raccolta e l’avvio al recupero del rifiuto tossico, quale l’olio esausto è, debba essere correttamente eseguita, rilevato che 4 chili di olio esausto, se versati in acqua, inquinano una superficie equivalente a quella di 6 piscine olimpioniche.

Antonella Poletti