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Rimane un mistero l’identità dell’uomo morto in mare

Rimane un mistero l’identità dell’uomo morto in mare

LIDO NAZIONI. Resta ancora avvolta nel mistero l’identità del bagnante deceduto domenica mattina al Lido delle Nazioni, mentre stava passeggiando a pochi metri dalla riva, all’altezza del bagno...

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LIDO NAZIONI. Resta ancora avvolta nel mistero l’identità del bagnante deceduto domenica mattina al Lido delle Nazioni, mentre stava passeggiando a pochi metri dalla riva, all’altezza del bagno Albatros. Mentre l’Ufficio circondariale marittimo di Porto Garibaldi sta conducendo tutti gli accertamenti volti a identificare la vittima e a ricostruire la dinamica dell’accaduto, in spiaggia i turisti continuano a interrogarsi.

«Com’è possibile - chiede una donna, che aveva visto l’uomo con il suo lettino vicino alla recinzione con il confinante bagno Bamboo - che nessun familiare si sia fatto avanti per cercare il proprio parente? Anche lo scorso anno lo vedevamo qui all’Albatros, sempre da solo, e si metteva a prendere il sole, sempre nello stesso punto, forse per aiutarsi con le maglie della recinzione ad alzarsi dal lettino. Era molto robusto e con problemi di flebite».

Anche i bagnini di terra del bagno Albatros ricordano che l’uomo, prima della passeggiata in mare che gli è stata fatale, era andato alla toilette, dove aveva vomitato. Il bagnante, della presunta età di 60/65 anni, indossava pantaloncini beige e una canotta più scura arrotolata fin sulle scapole, era alto circa un metro e 90, di corporatura molto robusta, con capelli bianchi e occhi azzurri.

«Lo ricordo sin dai tempi in cui facevo io il bagnino qui al Bagno Albatros negli anni ’90 - racconta Alex Bellotti, responsabile del Cus Salvataggio -, arrivava la mattina e se ne andava la sera. Era un uomo taciturno, riservato e mi dicono che domenica fosse uscito dalla toilette affaticato, ansimante».

Intorno alle 11 alcuni bagnanti hanno notato l’uomo accasciarsi, cadendo in avanti nell’acqua, mentre passeggiava in un tratto dalla profondità di non più di 40 centimetri. Probabilmente si è trattato di un malore e a nulla sono valsi i tentativi compiuti dal primo bagnino intervenuto, Michele Di Murro, e dai suoi colleghi, per rianimarlo, sia con il massaggio cardiaco, sia con il defibrillatore.

Un dato intorno al quale si stanno concentrando le indagini, riguarda il borsone dell’uomo, che, stando alle informazioni acquisite, sarebbe di marchio originale dell’Esercito italiano. All’interno sono stati rinvenuti un cambio per la giornata, un mazzo di chiavi, un biglietto di andata e ritorno per Mirandola e 25 euro. Purtroppo non sono stati rinvenuti documenti e neppure un telefono cellulare, utili all’identificazione. Le ricerche si stanno dunque concentrando tra le caserme dell’Emilia Romagna, ma l’uomo potrebbe essere un pensionato o potrebbe aver ricevuto in dono il borsone in questione.

Rintracciato l’autista della corriera con cui era arrivato da Mirandola, che ha riferito che l’uomo gli aveva detto di essere arrivato alla fermata in bici - altro vicolo cieco per risalire alla sua identità - chiedendo se era possibile al ritorno farlo scendere più vicino a dove l’aveva lasciata, ma la corsa per Mirandola delle 18.25 di domenica, con fermata all’altezza del bagno Cris del Lido delle Nazioni, è purtroppo ripartita senza l’uomo, che frequentava il Bagno Albatros da oltre 20 anni, ma che in tanti conoscevano solo di vista.

Katia Romagnoli