Autostrada per i Lidi Autobrennero e Anas vincono l’ultima lite
Il Consiglio di Stato ribalta la sentenza Tar in favore di Toto Ventidue pronunciamenti e sei anni dopo si può progettare
Sei anni e ventidue sentenze dopo, l’incredibile vicenda para-giudiziaria che ha tenuto bloccata la trasformazione della superstrada Ferrara-mare in autostrada con pedaggio, stazioni di servizio e asfalto liscio come un biliardo, sembra essere giunta al capolinea. Il condizionale resta d’obbligo perché può sempre spuntare una sorpresa, in partite come questa, ma l’Autobrennero canta vittoria per aver tolto dalla strada che conduce al cantiere l’ultimo ostacolo visibile: la rivale Toto costruzioni. Il Consiglio di Stato ha infatti ribaltato, con una sentenza depositata poco più di un mese fa, il pronunciamento del Tar di Bologna che nel marzo scorso aveva di nuovo gettato nel caos giuridico il project financing per la realizzazione dell’opera, accogliendo il ricorso della Toto contro la sua esclusione dalla «progettazione, riqualificazione funzionale ad autostrada e gestione» del raccordo Ferrara-Portogaribaldi, da trasformare appunto in autostrada.
Significativa la motivazione con la quale i giudici amministrativi d’appello hanno dato ragione agli anti-Toto, cioè il gruppo d’imprese capitanato dall’Autobrennero che si aggiudicò la gara, nell’ormai lontano novembre 2011, e la stessa Anas. La proposta della Toto costruzioni non poteva essere accolta, è il ragionamento dei giudici, perché usciva dalle griglie dello studio di fattibilità alla base del project financing: in particolare non si può sostituire la «riqualificazione ad autostrada» con la «manutenzione straordinaria dell’infrastruttura esistente», introdurre il pedaggio in assenza della trasformazione stessa e rinviare addirittura al 2025 la ‘riqualificazione’ autostradale, in assenza di avvio delle altre opere della rete autostradale d’influenza. Queste sono caratteristiche imprescindibili dell’opera, quindi, e con loro dovranno fare i conti anche gli utenti della Ferrara-mare.
La battaglia legale “madre” della Ferrara-mare è stata quella tra Autobrennero e Condotte, che aveva visto addirittura il Consiglio di Stato smentire se stesso a distanza di pochi mesi: era successo tra marzo e giugno scorso, quando la seconda arrivata all’aggiudicazione della concessione (la cordata Condotte, appunto) aveva prima ottenuto in appello l’annullamento dell’aggiudicazione all’Autobrennero, poi era stata sconfitta di fronte allo stesso organo amministrativo di fronte al contro-ricorso degli altoatesini. In precedenza e subito dopo, più o meno con gli stessi protagonisti, c’è stata un’altra ventina di pronunciamenti tra Tar di Bologna e il Consiglio di Stato, che spesso si annullavano l’uno con l’altro.
Ora, in teoria, c’è campo libero per approvare il progetto definitivo, ottenere tutti i pareri compresa la Valutazione d’impatto ambientale (il tracciato è quello già esistente) e far partire i lavori.
Stefano Ciervo
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