Ferrara, contesa legale nel laboratorio analisi
Una ditta vince l'appalto milionario per la fornitura delle macchine, quella concorrente presenta ricorso e lo vince. Ora si attende il giudizio sulla sospensiva. La Fp-Cgil: una situazione che era da trattare con il massimo della cura e che ora è sfociata in un paradosso
FERRARA. Una contesa sul maxi-appalto delle tecnologie per gli esami ematologici ha creato una situazione di incertezza all'interno del laboratorio analisi di Ferrara, uno dei due hub indicati in Area vasta, cioè tra Bologna, Imola e Ferrara, per questo servizio. L'aggiudicazione di un appalto del valore di alcune decine di milioni di euro ad una società che ha partecipato alla gara ha innescato la risposta di un'azienda concorrente che ha presentato ricorso al Tar e l'ha vinto. Così a Ferrara si stanno utilizzando gli impianti della precedente ditta assegnataria nonostante siano presenti anche quelli dell'impresa che ha vinto l'ultimo appalto.
Protesta il sindacato Fp Cgil che stigmatizza «l'ennesimo rinvio» dovuto alla contestazione che «un elemento delle nuove macchine è sprovvisto del marchio di conformità europeo (Ce Idv)». Contro la sentenza del Tar è stata presentata richiesta di sospensiva «in attesa che lo stesso tribunale entri nel merito - scrive la Fp Cgil - per poter partire con le nuove tecnologie.Da sottolineare che parliamo di un appalto di diverse decine di milioni di euro con durata decennale, che secondo noi doveva essere trattato con il massimo della cura da parte di chi se n'è occupato, per evitare questa situazione paradossale».
Il giudizio sulla sospensiva, precisa ancora la Fp Cgil, «è stato rinviato al 30 luglio». Il pronunciamento dovrà essere a sua volta seguito dal giudizio l'appello che entrerà nel merito della contesa. «Così in laboratorio si continua a lavorare senza sapere cosa accadrà domani e si attende la nuova data. Utilizzando una metafora chi lavora lì dentro sta come stanno quelli che hanno organizzato un trasloco, fatto gli scatoloni ma che trovano la porta della nuova casa sbarrata a chiave senza poterci entrare. Noi come Fp Cgil - commenta il sindacato - ci sentiamo in dovere di mantenere alta l'attenzione su questo tema perché chi utilizza soldi pubblici lo deve fare con il massimo della trasparenza e della cura così come gli stessi direttori generali continuamente professano quando si confrontano con noi. Ai quali, noi questa volta, vogliamo rivolgere l'invito di valutare bene cosa è successo e cosa succederà in questa situazione che nessuno voleva per il bene della nostra sanità e della nostra provincia anche in relazione al ruolo che essa ambisce ad avere all'interno dell'Area vasta».
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