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Incontro in commissione

Ferrara, i comitati anti-degrado: il Comune non ignori le nostre idee

Ferrara, i comitati anti-degrado: il Comune non ignori le nostre idee

Le proposte dei cittadini: giardinieri civici nelle aree pubbliche, mediatori delle denunce per evitare ritorsioni e contributi a chi apre negozi. L'assessore Modonesi: presto telecamere digitali e potenziamento dell'illuminazione pubblica

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FERRARA. Battesimo “civico” ieri a Palazzo municipale per il Patto Ferrara sicura, sottoscritto in Prefettura il 29 maggio scorso. La commissione comunale è stata infatti allargata alla Polizia municipale e ai rappresentanti delle associazioni e comitati nati nei territori più bersagliati da spaccio, criminalità e prostituzione.

I cittadini hanno illustrato le loro proposte per rendere più vivibile e sicura la zona Gad: dai residenti che curano il verde pubblico con i mezzi forniti dal Comune, al ‘mediatore civico’ che riporta ai vigili urbani le segnalazioni di persone che preferiscono non farsi identificare per evitare le reazioni dei denunciati, al bando privato per concedere aiuto economico a giovani imprenditori che intendono ridare vita con qualche idea promettente ad attività commerciali e artigiane che hanno abbandonato il quartiere complicando in questo modo ogni azione di recupero e rilancio.

Dibattito nutrito e in qualche punto piuttosto vivace. A rappresentare le associazioni dei cittadini c’erano Vissia Zanobi, del Comitato Zona Stadio, e Giuliano Zanotti, dell’Associazione residenti Gad. Ognuno ha portato un elenco di idee, l’amministrazione comunale, presente con un drappello composto dagli assessori Aldo Modonesi, Chiara Sapigni, Roberto Serra e dal comandante della polizia municipale Laura Trentini, ha ricordato alcuni progetti già presentati nelle scorse settimane, qualcuno già tradotto in ordinanza. Come quella appena entrata in vigore in zona Stazione per il contrasto della prostituzione, quella che vieta il consumo di alcol nelle ore serali e notturne nelle aree pubbliche della zona Giardino e quella che proibisce la vendita di alcolici da parte di negozi di vicinato nell’entromura, zona Giardino compresa.

Modonesi ha tracciato un quadro generale che conferma i dati più volte forniti dalle forze dell’ordine: meno reati nel capoluogo, stabili in provincia. Furti complessivamente in diminuzione, in crescita però quelli nelle abitazioni, soprattutto nel forese, e i borseggi. Dati, questi ultimi, che tendono ad amplificare la sensazione di insicurezza, ha affermato l’assessore, già abbondantemente alimentata dalla crisi economica.

«I controlli non mancano - ha aggiunto Modonesi - la polizia municipale ne ha eseguiti 2.496 solo nell’entromura mentre il comando della Zona Centro è stato insediato in viale IV novembre», a poca strada dal Grattacielo.

L’assessore ha annunciato un piano di riqualificazione del parcheggio delle biciclette di piazzale stazione con un progetto che coinvolgerà Ferrara Tua, oltre ad una collaborazione allargata con le associazioni per la «riappropriazione» degli spazi in alcuni punti caldi come piazzale Giordano Bruno, le Mura di Porta Po e via Baluardi, anche attraverso l’«adozione di aree verdi» e il potenziamento della pubblica illuminazione (zona viale Costituzione nel 2015 e zona Acquedotto nel 2016). Poi ha richiamato l’esigenza di potenziare il sistema della videosorveglianza nelle aree pubbliche (5-6 nuove telecamere più passaggio da sistema analogico a digitale per quelle esistenti) e annunciato contributi per i commercianti che si dotano di dispositivi video.

Gli esponenti “civici” hanno invitato l’amministrazione ad ascoltare di più le proposte dei cittadini e a non chiudersi a riccio blindando il piano comunale. Vissia Zanobi (Comitato Zona Stadio) ha osservato che le iniziative non vanno solo realizzate ma alla fine bisogna anche valutarne i risultati (se una manifestazione non è partecipata vuol dire che l’idea è stata realizzata ma è fallita), ha invitato i cittadini a mettersi in gioco nelle attività di quartiere e a costituire gruppi per la cura del verde pubblico (ma il Comune dovrebbe collaborare mettendo a disposizione gli attrezzi). Ai vigili urbani ha rivolto la richiesta di una presenza fissa in alcuni punti della città e di poter presentare segnalazioni di reati attraverso un mediatore («gli anziani spesso non denunciano perchè non vogliono essere identificati e temono la reazione dei denunciati»).

Giuliano Zanotti (residenti Gad) si è detto «scettico» sui contenuti delle ultime ordinanze comunali e ha battuto sulla necessità «di farle rispettare perchè emanarle non basta». Suo il riepilogo del campionario di violenza di cui sono talvolta spettatori i residenti del quartiere: persone minacciate col coltello, delinquenti che si affrontano a colpi di catena o bottiglie rotte, negozi che chiudono.

«Non vogliamo fare un partito politico - ha detto - ma contribuire a risanare la zona. Ed esempio portando a Ferrara un progetto già in corso a Bologna - ha precisato - per sostenere con gli strumenti della new economy, con il web e con contributi alle spese di locazione l’insediamento di attività gestite da giovani nei locali sfitti». Modonesi ha assicurato che «le proposte dei residenti saranno attentamente valutate».

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