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Cisterne ovunque La lunga marcia delle bonifiche

Cisterne ovunque La lunga marcia delle bonifiche

I procedimenti in città sono 45 petrolchimico compreso Spuntano ex Agea, ex Camera commercio e condomini

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Sono ben più di quelli iscritti in questi giorni al catasto regionale, i siti contamitati del Ferrarese. I 36 punti critici individuati in tutta la provincia, che già mettono il nostro territorio al secondo posto a livello regionale in rapporto al numero di abitanti, sono ampiamente superati dal solo quadro messo assieme dal Comune di Ferrara nello Status bonificarum dell’aprile scorso. In quel documento sono inseriti 45 siti tra attività industriali, ex distributori di benzina, ex discariche e terreni inquinati in maniera accidentale, considerando tra l’altro come un procedimento unico l’intero petrolchimico. «Bisogna vedere quali criteri ha utilizzato la Regione per comporre il catasto - ragiona l’assessore all’Ambiente, Caterina Ferri - In ogni caso la presenza della provincia di Ferrara nelle prime posizioni della classifica dei siti contaminati non sorprende, data la presenza storica di uno stabilimento petrolchimico di quelle dimensioni: non a caso in testa c’è Ravenna».

Il dettagliato documento del Comune accende un faro anche sulle situazioni meno note, che evidenziano la complessità e l’abnorme durata dei procedimenti a fronte, in molti casi, d’interesse tiepido da parte di proprietari poco stimolati a costruire. Si viene ad esempio a sapere che l’area ex Agea di via Foro Boario, oggetto di un Piano particolareggiato con market e abitazioni, dove c’era un serbatoio interrato al servizio della centrale termica, Arpa ha segnalato «evidenze di non conformità» per i campioni del piezometro installato nel 2012. Per l’area ex Stayer di via Bologna non viene indicata una valutazione sul secondo report delle attività di bonifica delle acque di falda. Spunta anche il sito ex Camera di commercio di via Darsena, dove nel 2010 si è rilevata una «potenziale contaminazione dei terreni e della falda dovuta alla presenza di cisterne interrate», serviranno scavi e demolizioni d’immobili per la bonifica che si presenta complessa. Cisterne interrate da rimuovere anche nell’ex stazione di Porta Reno della Fer, mentre è impelagato da tre anni in una vicenda di superamento dei valori di idrocarburi in sottosuolo e acque di falda nel cortile il condominio San Romano di via Bologna. Lo sversamento del gasolio da cisterna nella sede Capa di via Pomposa, ad Albarea, sembra ad un punto morto, dopo diversi solleciti di campionamento da parte della Provincia e la dichiarazione di non responsabilità da parte della stessa Capa.

Per quanto riguarda l’ex arcispedale Sant’Anna, dopo nove anni e quattro campagne di monitoraggio, la Conferenza dei servizi ha proposto la chiusura del procedimento di bonifica.

Tra i non numerosi casi già chiusi con tanto di bonifica, da segnalare il sito di via Caretti, un pugno di ex distributori, le tre cisterne di via Darsena nelle vicinanze dell’hotel Orologio, e una serie di operazioni delimitate per sversamenti accidentali. Dove le attività inquinanti si sono svolte per molti anni, in certi casi per decenni, diventa invece molto complicato ottenere la certificazione di bonifica completata, senza la quale, è il caso di ricordarlo, l’area in questione rimane sostanzialmente inutilizzabile.

Stefano C iervo

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