Emergenza profughi: «Non esiste un tetto per l’accoglienza»
Superata la soglia dei 400 posti con l’aperturta del centro di Pontelagoscuro.Chiesta la collaborazione di tutti i Comuni
Il “tetto” indicativo dei 400 posti letto destinati ai profughi smistati a Ferrara è stato superato martedì scorso con il trasferimento di un gruppo di migranti nell’hub (centro di accoglienza temporanea) provinciale di Pontelagoscuro, costituito all’interno di alcune abitazioni messe a disposizione da un privato.
L’Asp è l’ente incaricato della gestione operativa, mentre Comune e Prefettura stanno continuando a monitorare la situazione attraverso i contatti con la Regione e con gli enti territoriali chiamati a offrire la loro collaborazione in una fase che si annuncia particolarmente delicata.
Scavalcare la soglia dei 400 migranti ospitati in provincia, infatti, non garantisce alcun esonero rispetto alle responsabilità di condivisione dell’accoglienza. In pratica se Ferrara sarà chiamata a partecipare all’offerta di nuovi posti per altri contingenti di esuli in arrivo, lo farà. A confermare che «non esistono tetti» sono l’assessore comunale Chiara Sapigni e il prefetto Michele Tortora.
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I due enti stanno lavorando fianco a fianco. «Attualmente nell’hub di Pontelagoscuro sono presenti 20 persone provenienti dal Mali, dalla Nigeria e dalla Guinea Bissau - riporta un comunicato del Comune - L'Asp gestisce direttamente la struttura garantendo la presenza costante di almeno un operatore e tutti i servizi previsti dalle circolari ministeriali (accoglienza, mediazione linguistica e culturale, accompagnamento ai servizi sanitari, tutela legale, ecc.). Nei prossimi giorni - prosegue la nota - quando sarà completato il trasferimento di altre persone da Bologna e saranno quindi occupati tutti i 57 posti della struttura di Pontelagoscuro, sarà definita una giornata aperta alle visite del centro». Altra questione è il reperimento di strutture sull’intero territorio provinciale. E su questo punto l’assessore Sapigni chiede «il massimo di collaborazione possibile anche da parte dei Comuni che finora sono stati meno coinvolti in questa operazione». Il loro sì serve, sottolinea sempre il Comune, a reperire altri spazi per dare ospitalità ai «profughi dopo un primo periodo di permanenza nel centro (di Pontelagoscuro, ndr) e contribuire all'integrazione dei cittadini stranieri in contesti sociali più decentrati e in strutture più piccole».
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«Abbiamo fatto la nostra parte (mettere cioè oggi a disposizione gli 80 posti-hub richiesti dalle autorità nazionali e regionali, ndr) - sottolinea il prefetto Tortora - Al momento abbiamo ancora alcuni posti disponibili, ma stiamo continuando a cercare altre strutture. Riconosco che si tratta di un percorso impegnativo perché la fase in corso è partita nella primavera del 2014 e non si tratta di fornire solo un posto letto e i pasti a persone che necessitano anche di attività che agevolino l’integrazione e l’inserimento all’interno di una collettività». Un dato viene considerato molto positivo da Tortora ed è «l’assenza di manifestazioni di insofferenza e di attrito con la popolazione, anche dovuta al fatto che abbiamo cercato di decentrare l’accoglienza. In questo processo ci attendiamo una collaborazione responsabile da parte dei territori per consentire una ripartizione equilibrata dell’impegno». Un punto su cui si dice «assolutamente d’accordo» anche l’assessore Sapigni. Che conclude: «Alla Regione abbiamo chiesto, se sarà possibile, una pausa per consolidare tutte le attività che abbiamo avviato». (gi.ca.)
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