«Nessun cantiere» Così Masi Torello dice no alle trivelle
MASI TORELLO. «L'unica cosa che possiamo fare per dire no alle trivellazioni è fare fronte comune e portare nero su bianco le nostre osservazioni in merito. Come amministrazione comunale abbiamo ben...
MASI TORELLO. «L'unica cosa che possiamo fare per dire no alle trivellazioni è fare fronte comune e portare nero su bianco le nostre osservazioni in merito. Come amministrazione comunale abbiamo ben poca voce in capitolo purtroppo, anche se si sta parlando di un'operazione che avverrebbe sul nostro territorio; ma unendo voci e competenze potremmo essere ascoltati. Dobbiamo in ogni caso provarci per evitare che venga realizzato un pozzo esplorativo per la ricerca del gas».
Riccardo Bizzarri, sindaco di Masi Torello, è perentorio. È contrario "all'operazione trivelle" e con lui tanti cittadini che non ne comprendono l'utilità. Ieri pomeriggio nel municipio si è svolta un'assemblea pubblica dove è stato riportato nel dettaglio lo stato dell'arte delle possibili trivellazioni. «A noi è stato presentato ciò che, secondo un'istanza di valutazione presentata al ministero dell'ambiente, si dovrebbe fare sul nostro territorio. Non ci è stato chiesto se siamo o meno d'accordo, ci è stato detto che possiamo fare delle valutazioni del progetto, esprimere dei pareri. Dobbiamo capire come contrastare questa operazione». L'invito di Bizzarri è stato raccolto da molti e la sala del municipio era al completo. «Al pozzo, denominato Malerbina 001, si accederebbe da via Sant'Antonio e sorgerebbe a 500 metri dal centro di Masi San Giacomo, quindi, ad appena 250 metri dalle prime case del paese. L'area di ricerca - ha detto Roberto Cerveglieri, tecnico del Comune - si svilupperebbe su circa 1 ettaro e mezzo di superficie. L'area del pozzo misurerebbe 7.500 metri quadrati. La profondità di trivellazione sarebbe di 850 metri». Stando alla documentazione fornita al Comune i lavori durerebbero 90 giorni. «Se - prosegue Cerveglieri - il punto di trivellazione non venisse ritenuto interessante, si procederebbe alla chiusura del cantiere; se invece i risultati fossero interessanti si manterrebbe il punto di trivellazione recintato e chiuso, pronto ad essere riutilizzato». Il termine entro il quale cittadini e amministrazione potranno presentare osservazioni è il 7 agosto. L'obiettivo è creare un tavolo di confronto sul quale mettere idee, riflessioni e motivazioni concrete per contrastare la realizzazione del pozzo esplorativo.
Samuele Govoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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