Servizi Ospedalieri È ancora bufera
PORTO GARIBALDI. «Ennesimo malumore per tante, ormai quasi prossime ex dipendenti della “Servizi Ospedalieri” dell'ex sito di Porto Garibaldi». I comunicato arriva dalla Femca Cisl: «dopo la chiusura...
PORTO GARIBALDI. «Ennesimo malumore per tante, ormai quasi prossime ex dipendenti della “Servizi Ospedalieri” dell'ex sito di Porto Garibaldi». I comunicato arriva dalla Femca Cisl: «dopo la chiusura dello stabilimento di lavanderia industriale ad inizio dello scorso anno, che ha messo circa 115 lavoratori in cassa integrazione straordinaria, riducendosi ad oggi ad oltre 70 a fronte di circa una trentina di ricollocazioni presso il sito di Ferrara, altre poche su altri stabilimenti ed il rimanente con apertura di mobilità volontarie, sono sorte in questi ultimi giorni operazioni che hanno nuovamente messo subbuglio fra le lavoratrici che, ad oggi, saranno licenziate a fine anno quando terminerà la cassa integrazione». «La vertenza sindacale ed il coinvolgimento delle Istituzioni che cercò di far ripensare invano alla Servizi Ospedalieri ed al gruppo controllante Manutencoop a fine 2013 la scelta della chiusura di Porto Garibaldi - continua la nota - determinò la dichiarazione d’intenti che nei due anni di cassa integrazione straordinaria, l’azienda avrebbe cercato una ricollocazione per tutti i dipendenti. In questi giorni la sorpresa. C’è intenzione entro l’anno di aprire una attività, sempre di lavanderia, presso Porto Garibaldi e sempre, dov’era prima collocata in affitto Servizi Ospedalieri. Si tratta di una cooperativa di dipendenti dell’azienda che si mettono in proprio. Visto dall’esterno un fatto più che positivo, ma approfondito dà adito a diverse interpretazioni. Anche perché questa cooperativa sarà costituita da personale di Porto Garibaldi già in larga parte ricollocato sin dall’inizio sul sito di Ferrara. Questo quindi non aiuterà probabilmente la ricollocazione di chi, ad oggi, dal prossimo anno sarà licenziato. Molte lavoratrici si stanno chiedendo com’è concepibile che, alla fine, chi ha già il proprio posto di lavoro assicurato venga concessa questa alternativa mentre chi è senza prospettive, non abbia nessuna tutela di futuro lavorativo».
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