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Il sì del consiglio ai fondi per il ponte di Borgo Scala

BONDENO. Il consiglio comunale si apre con il tema del "risparmio" sui costi della politica, con il presidente del consiglio comunale Alan Fabbri, che rinuncia a circa 287 euro mensili di indennità,...

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BONDENO. Il consiglio comunale si apre con il tema del "risparmio" sui costi della politica, con il presidente del consiglio comunale Alan Fabbri, che rinuncia a circa 287 euro mensili di indennità, per sua stessa richiesta, e quindi la cifra torna a disposizione del Comune. Deciso anche il gettone di presenza dei consiglieri comunali: 20,58 euro per ogni presenza dei consiglieri. Ilaria Faraoni sottolinea, però: «Esiste per legge un divieto di cumulo tra indennità di consigliere regionale e presidente del consiglio: non è una facoltà lasciata ad Alan Fabbri. L'articolo 83 del testo unico degli enti locali lo dice chiaramente». Si va alla revisione degli organi collegiali indispensabili: «Si può assimilare alla capigruppo la commissione bilancio - dice Massimo Sgarbi (Pd) - mentre sarebbe importante, con la nascente Casa della salute, avere una commissione sanità, così come una per l'ambiente, per le varie criticità sul territorio. Non incide sui bilanci e, pertanto, chiediamo di aggiungere le commissioni ambiente e sanità all'elenco». Il sindaco Fabio Bergamini va avanti sulla strada intrapresa un anno fa e la richiesta del Pd (che si astiene con la Civica per Bondeno) è respinta. Si arriva, poi, alle variazioni di bilancio. Come la norma che consente anche per quest’anno di posticipare il pagamento alla fine dell'ammortamento delle rate mutui, senza ulteriori oneri. Per 367mila euro già nelle casse, non verranno assunti nuovi mutui quest'anno, ma si utilizzeranno queste risorse risparmiate. «Punti tecnici - sottolinea Pancaldi - ma essendo queste risorse destinate al nuovo ponte di Borgo Scala, stimolo l'amministrazione ad andare avanti». Vota contro il Pd: «Così facendo, il Pd vota contro al nuovo ponte di Borgo Scala - dice il sindaco Bergamini - eppure, in campagna elettorale, tutti erano a dire che lo volevano». Qualche dubbio lo solleva il nulla osta in deroga per il rilascio autorizzativo del nuovo stabilimento Metal Group, che necessita di cambiare la metratura in altezza dell'edificio (da 8 a 10,8 metri), da parte di Ilaria Faraoni (Pd). La quale giudica «particolare» il caso, sul piano «dell'interesse pubblico» e si astiene. Sulla Tari, che il Comune non incasserà più per conto terzi, «ci vengono corrisposti - dice l'assessore Cestari - 120mila euro in più, che consentiranno una riduzione di 4-5 euro per nucleo». (mi.pe.)

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