La Nuova Ferrara

Ferrara

In procura il pasticcio di Manservisi

di Daniele Predieri
In procura il pasticcio di Manservisi

Il furto subito per 10mila euro, l’accusa di simulazione di reato e le sue correzioni. Che dovrà spiegare agli inquirenti

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CENTO. Risoluto e sbrigativo come suo solito, è già saltato all’ultima casella, come nel Monopoli: «Ci penserà e deciderà il tribunale sul mio caso». Indicando, indirettamente, che il pasticcio c’è, lo ha creato lui stesso e dovrà essere chiarito. È ancora presto però per scomodare i giudici, prima toccherà ai pubblici ministeri pronunciarsi visto che la denuncia che Ivano Manservisi, patron del carnevale, ha incassato per il pasticcio del furto sulla sua auto, è stata inoltrata agli uffici della procura che dovranno valutare i dettagli di questa intricata vicenda. Perché, come ha spiegato in modo netto Manservisi a la Nuova Ferrara, dopo aver fatto una prima denuncia indicando come data del furto il 29 giugno (lunedì sera), si è corretto retrodatando il furto al 26 giugno (venerdì): circostanza e date imporantissime e fondamentali per questo pasticcio in cui ora si sta muovendo Manservisi. Ma come avevano rilevato i carabinieri di Cento, dopo avere accolto la denuncia il 30 giugno del furto subito il giorno prima, come sarebbe stato possibile per il ladro rompere il finestrino dell’auto, prendere busta e soldi (10mila euro) degli incassi dei distributori (attività parallela della famiglia Manservisi), se l’auto, una Mercedes Clk era in riparazione dal carrozziere, la Cbm di Cento, dal 27 giugno?

«Mi sono sbagliato nella denuncia», ha ribadito a la Nuova Ferrara che lo ha interpellato telefonicamente, ma questo dovrà spiegarlo anche agli inquirenti che potrebbero chiedergli conto di queste correzioni del dopo-denuncia. Correzioni che ha vergato in una lettera inviata a la Nuova Ferrara (vedi qui sopra) che aveva riportato la notizia del furto: anche in quella occasione Manservisi era stato interpellato (mercoledì pomeriggio), e aveva ricostruito il fatto come lo aveva riferito ai carabinieri (furto il 29). Il giorno dopo, invece, la sua correzione epistolare: il furto è del 26 giugno. Un pasticcio, che Manservisi - uomo pubblico, ruolo con onori ed oneri - dovrà rispiegare, bene, agli inquirenti.

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