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Fabbri (lega NORD ) chiede lumi in regione sullo sforamento del tetto

L’hub dei profughi continua a dividere

L’hub dei profughi continua a dividere

Ruzziconi: guardare oltre il proprio naso e non lasciarsi andare a reazioni di pancia

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«La Regione Emilia-Romagna dovrebbe chiarire “per quali ragioni sia stato sforato il tetto concordato di 400 profughi in provincia di Ferrara”, dopo che “nei giorni scorsi nella struttura per l’accoglienza a Pontelagoscuro hanno trovato posto trenta persone sbarcate in Italia nei mesi scorsi”. A chiederlo è Alan Fabbri (Ln), in una interrogazione alla Giunta in cui ribadisce come «i 418 profughi oggi ospitati in provincia di Ferrara, dei quali 263 nel solo Comune capoluogo, contraddicono gli accordi istituzionali presi in precedenza». Intanto proseguono i commenti dei cittadini di Pontelagoscuro sul tema dell’integrazione. «Credo - dice Giuseppe Ruzziconi, che abita a Pontelagoscuro - che occorra guardare oltre il proprio naso e non lasciarsi andare a reazioni “di pancia”. Sono consapevole che il contesto è difficilissimo e dunque far capire alle persone, ai cittadini che si tratta di accoglienza e di solidarietà per rifugiati politici è un'operazione che ha bisogno di un confronto impegnativo. Penso che a Pontelagoscuro, dove c'è una grande presenza delle associazioni, ci siano le condizioni per un confronto sereno con i cittadini. Nei momenti di crisi, lo sappiamo, è più difficile far passare questi messaggi di convivenza e c'è la tendenza a guardare il proprio orticello e ad avere paura di quello che ci capita attorno. Invece le dinamiche che stanno avvenendo nel sud del mondo e in alcuni Paesi martoriati dalla guerra, ci dovrebbero aprire gli occhi verso un orizzonte più grande e ampio della città di Ferrara. Dobbiamo saper affrontare questi problemi e non averne paura. I flussi migratori non si fermeranno fintanto che l'Europa risponderà come ha risposto finora cioè non da Unione politica ma lasciando parlare i singoli Stati membri e, di fronte a questa situazione, il nostro Paese non può far altro che farsi carico dei problemi per il solo fatto della collocazione geografica dell'Italia. Penso, però, che i nostri rappresentanti in Europa e nel Governo dovrebbero lavorare maggiormente, in termini di relazione, verso quei governi dei Paesi del Mediterraneo disponibili ad accordi di collaborazione e di cooperazione. Al dilà della discussione sulle quote e dei pattugliamenti in mare, tra l'altro impegni importanti, sento parlare poco di cooperazione e di collaborazioni che guardino alla ricostruzione e alla ripresa economica di quei martoriati Paesi».

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