«Abbiamo le immagini, li prenderemo presto»
Il questore Sbordone fa il punto sull’emergenza delle rapine ad anziani in città «Fenomeno circoscritto e strano: i ladri rischiano e non guadagnano, ci sfidano»
«Siamo riusciti ad avere le immagini dei loro visi, contiamo di prenderli quanto prima»: nessun proclama, nessuna autodifesa di Polizia e Carabinieri contro la nuova emergenza criminale di questa estate a Ferrara, la ‘banda-bande delle catenine’ che da settimane colpiscono, aggrediscono, rapinano anziani. Quel che è certo è che le indagini di Polizia e carabinieri sono a buon punto sugli oltre 15 colpi messi a segno in poche settimane nel Ferrarese, la maggior parte in città, con modalità violente che hanno visto vittime anziani, finiti all’ospedale.
Fenomeno napoletano.
Il questore di Ferrara, Antonio Sbordone, lo ammette senza girare attorno al problema: «è un fenomeno che sorprende anche noi», e va indietro alla memoria, negli anni ’70/’80 quando a Napoli (dove ha vissuto e lavorato) erano molto frequenti episodi di questo tipo. «Ciò che sta capitando a Ferrara - analizza - è un fenomeno circoscritto e strano da addebitare ad uno, forse due gruppi di stranieri, ma al momento non vi sono elementi che possano indicare la presenza di italiani», spiega non confermando una ipotesi raccolta da la Nuova Ferrara che indica in una sorta di registi alcuni italiani, che gestirebbero gruppi di stranieri.
Due bande, forse dell’est.
«Sicuramente si tratta di persone dell’est, al momento di più non posso dire, ma sotto il profilo investigativo siamo riusciti ad avere le immagini dei visi di alcune persone, ci stiamo lavorando e contiamo di prenderli quanto prima poichè lo sforzo che stiamo facendo anche con altre indagini tradizionali (controlli, riscontri e altro) mi fanno essere ottimista».
Lo stesso comandante dei carabinieri, il colonnello Carlo Pieroni, dice di «condividere in pieno la posizione del questore», sottolinea «la stretta e costante collaborazione tra forze dell’ordine in città e nel Ferrarese nelle indagini, che presto daranno ottimi risultati come quelli già raggiunti».
La risposta alle vittime.
Ecco, dunque, la risposta chiara e netta che i cittadini vogliono dalle istituzioni, soprattutto a fronte egli ultimi episodi in cui sono rimaste vittime anziani/e 80enni, aggrediti, rapinati e fatti a cadere a terra. «Siamo ben consapevoli della gravità di questi episodi - spiega il questore - questo è un problema che abbiamo in città ed è un problema che dobbiamo risolvere, presto e subito».
Fiducioso delle indagini.
«Penso - riprende il questore - che siamo sulla buona strada per farlo, sono fiducioso e posso dire ai cittadini che è un fenomeno non diffuso ma circoscritto, ripeto, e strano». Perchè strano? «Perchè chi usa questi metodi rischia tanto, si tratta del reato di rapina (pena oltre i 10 anni, arresti garantiti e sicuri, ndr) ma ottiene poco, perchè il valore materiale della refurtiva è ridotto (la quotazione dell’oro è a picco, ndr). E allora posso dire che si ha l’impressione che sia quasi una sfida quella che stanno mettendo in atto, guadagnando poco (una catenina ha un valore di poche decine di euro alle rivendite oro, ndr), rischiando tanto».
Chiediamo più attenzione
Cosa fare e cosa dire ai cittadini? «Chiediamo agli anziani un po’ di autotutela e mi spiego: non dico loro di chiudersi in casa, che vadano fuori, escano e non dico nemmeno che non mettano le catenine al collo. Però stiano attenti, abbiano cautela quando sono in zone isolate, strade deserte, facciano attenzione a chi sta intorno, è quel poco che chiediamo. Ribadisco, il valore del bene sottratto alle vittime è minimo, ma potenzialmente pericolosissimo: se un anziano cade a terra e batte la testa...».
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