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Io e gli imprenditori? 5 punti in Comune

Io e gli imprenditori? 5 punti in Comune

Le opposizioni lo criticano. Fabbri reagisce e svela gli obiettivi che ha «imposto ai privati sul territorio»

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COMACCHIO. Prima era abbottonato e imperforabile. Anche la minima eventualità di avere a che fare con imprenditori, impresari, edili, lottizzatori, imprenditori del cemento, lo rendevano ancor più impermeabile. Marco Fabbri prima della sagra dell'anguilla del settembre passato era un grillino inox.

Poi, quando è stato espulso dal Movimento 5 Stelle insieme alla sua giunta per un vizio di indipendenza, il sindaco di Comacchio ha cominciato ad essere avvistato e sentito con quell'imprenditoria prima tenuta alla larga.

Questa è una delle accuse più ricorrenti delle opposizioni a Fabbri. Temono l'esistenza di una relazione fra l'amministrazione ex impermeabile e gli impresari autoctoni che operano su tutto il litorale e con la crisi sono alla ricerca di ripartenze e alternative.

Più semplicemente le minoranze di Palazzo Bellini non vedono l'ora di incastrare il giovane primo cittadino - già benedetto e poi reiettatto da Grillo - nell'angolo più rischioso della cronaca comacchiese. Comincia con la e finisce con la a: edilizia e affari.

Siccome la vociferazione è insistente e rossinianamente la "calunnia è un venticello", ho rotto gli indugi e fatto quello che il lavoro giornalistico impone. Ho chiesto al sindaco di spiegare che cosa ha in ballo con gli imprenditori che nel suo Comune sono una vera e propria superpotenza economica immobiliare.

Fabbri risponde disarticolando ogni retropensiero: «Guardi che io e l'amministrazione siamo in linea di relazione con tutti gli imprenditori del posto, e ancor di più con quelli che hanno in mente di diversificare l'attività e le opere che sono stati finora realizzate».

Cioè troppo cemento, troppe case tutte uguali, tanti scatolotti in un territorio assolutamente pregiato, e oggi con l’aria che tira con troppo invenduto?

Il sindaco esibisce il suo animo ambientalista (se non bastasse a chi vede e rivede il pullulare di abitazioni modulari in ogni dove): «Quello che è in discussione come l’edilizia è stata fatta, concepita. E ripeto, il confronto degli imprenditori con l'amministrazione è inevitabile se intendono davvero continuare ad operare su questo territorio».

Fabbri mi accompagna a vedere la nuovissima torre d’avvistamento che permette alla sguardo di correre fino all’orizzonte delle valli, in strada Foce, appena davanti al rinato Bettolino. Non lo dice, ma lo fa capire: qui si saldano i “concept” del Fabbri fase 2, cioè investimenti su ambiente e accoglienza, natura e turismo.

Con chi? Il sindaco porta l’esempio dell’imprenditore Tomasi, costruttore di case su case da Volano a Spina, una punta delle citate superpotenze economiche del luogo. Fabbri rende pubblici i cinque obiettivi che lui ha chiesto al costruttore di raggiungere diversificando la sua attività:

1. Riattivazione dell’Hotel Nazioni.

2. Recupero dei residence dei Lidi come alberghi diffusi.

3. Recupero e riconversione dello stabile e dell’area che a Spina dovevano ospitare la clinica privata.

4. Impegno per la definizione del Campeggio Comacchio (ex Eliseo) a Porto Garibaldi.

5. Forte impegno per il recupero, la valorizzazione e il centro storico di Comacchio.

Stefano Scansani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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