L’ira dell’opposizione «Poco tempo per studiare gli atti»
Nervi tesi nel corso del consiglio dell’Unione Terre e Fiumi Amà: in futuro potremo non partecipare più alle riunioni
COPPARO. Venerdì sera si è svolto il consiglio dell'Unione Terre e Fiumi. In apertura la surroga del consigliere dimissionario Dario Chinaglia con la designata Anna Celati.
Presentata dalla minoranza una mozione per il riconoscimento di malattie come la fiobriomalgia, che il consiglio dell’Unione ha adottato come mozione. Poi, ancora, proteste da parte della minoranza per il poco tempo concesso per studiare gli atti, meno di due giorni per la procedura di urgenza, quando da più di 40 giorni non c'erano state sessioni del consiglio, con interventi di Alessandro Amà e Luana Veronese, con la consigliera indipendente che lamentava anche l'esclusione dalle commissioni (legata alla composizione del consiglio) e Amà che ventilava invece la possibilità di non partecipare più in futuro alle assemblee. Per la maggioranza il presidente Nicola Rossi faceva notare che la riunione, pur con tutti i problemi che nascono da situazioni intricate come il riaccertamento straordinario, era sia pure di poco nei tempi concessi, e che in questa riunione si discuteva no solo i tempi di rientro, mentre per tutto il resto le minoranze avevano avuto 45 giorni di tempo per analizzare la situazione. Rossi non è apparso particolarmente preoccupato dalla possibile assenza ai consigli di parte o di tutta la minoranza, definendolo un diritto ed una eventualità. Poi si è entrati veramente nel merito, decidendo il ripianamento del disavanzo nato dal riaccertamento straordianario. Per l'Unione, l'avanzo di bilancio era di 178.398 euro, ma l'inserimento della nuova contabilità, non potendo inserire i crediti di difficile esigibilità (per esempio, le multe per violazione del codice della strada su cui pendono ricorsi) se non quando saranno effettivamente incassati, porta ad un disavanzo di 278 mila euro. La diffenza, 99mila euro sarà recuperata in 10 anni con l'istituzione di un fondo per i crediti di dubbia esigibilità inserito in bilancio di circa 9900 euro. La seduta si è chiusa con la discussione su tre delibere edilizie, con cui l'Unione, per ragioni di sviluppo, ha concesso deroghe alle norme del Prgc. Si tratta dell'aumento di superficie di circa 600 metri quadrati per stoccaggio granaglie presso la sede del centro operativo della Bonifica a Jolanda di Savoia, dell'ampliamento della superficie di vendita a Copparo in via Primo Maggio per la ditta Mazzocchi, e della possibilità di costruire due tunnel per ricovero attrezzi e stoccaggio materiali alla ditta Sgaravatto di Ro.
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