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Mercato coperto, il bando è andato deserto

Mercato coperto, il bando è andato deserto

Nessuno si fa avanti per trasformare la struttura in ‘acceleratore di imprese creative’

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La città dei laboratori creativi non è interessata alla scommessa del Mercato coperto? Sembra di no, a giudicare dal fatto che l’asta per la trasformazione di parte della struttura di via Santo Stefano, appunto, in «acceleratore urbano per imprese culturali creative e filiere produttive di pregio» è andata deserta. Nessuna offerta, alla scadenza di fine giugno, e la prospettiva di un’estate d’impasse che non era nelle previsioni, considerati gli stimoli lanciati in questo periodo dall’amministrazione comunale che sul progetto puntava molto. «Ma ci puntiamo ancora, l’obiettivo per il Mercato coperto resta quello, probabilmente bisogna aggiustare un po’ il tiro - è il primo commento dell’assessore all’Urbanistica, Roberta Fusari - La proposta del bando, bisogna riconoscerlo, non era semplice da raccogliere, in quanto si richiede a chi subentra un impegno finanziario importante per interventi di riqualificazione dell’immobile (si tratta di 128.257 euro, ndr), e non si tratta dunque della sola gestione».

L’esperienza dello spazio Grisù, nell’ex caserma dei vigili del fuoco, non è insomma facile da replicare, e anche lì, ricorda qualcuno, c’è voluto qualche tentativo per imboccare la strada che ha portato all’insediamento di numerose imprese creative in uno spazio da tempo abbandonato.

L’importo complessivo della concessione, che può durare fino a 20 anni, è decisamente importante: si parla di 534.379,41 euro, finanziati al 50% da uno contributo regionale, in parte da uno stanziamento comunale di 150euro, dei quali 127.829,40 da versare al concessionario, e, appunto, una somma residua che rappresenta il contributo fisso dell’offerente, «quale requisito per l’ammissibilità della domanda di ammissione». È probabilmente quest’ultima clausola ad aver frenato gli entusiasmi e le disponibilità, anche perché la concessione presuppone interventi di tipo edilizio non trascurabili, che non sono nelle corde di piccole aziende di un settore come quello della creatività.

L’amministrazione comunale non è comunque intenzionata a lasciare la presa, «non finirà come l’ex Bazzi, anche perché si tratta di storie completamente diverse» insiste l’assessore. Se ne riparlerà probabilmente a settembre con un bando nuovo. (s.c.)

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