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Sulla chiesa distrutta divampa la polemica

Sulla chiesa distrutta divampa la polemica

Il dopo terremoto a Mirabello: la sindaca Poltronieri attacca la Lega, la Diocesi preferisce il silenzio

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MIRABELLO. Tutto era cominciato con le "accuse" del sindaco Angela Poltronieri per l'inerzia della Curia (e della fondazione collegata) nella ricostruzione del centro. Quando l'ipotesi di un inserimento del paese nelle zone franche urbane (per accedere ad agevolazioni per il sisma) era un lontano miraggio; nonostante un ordine del giorno di Gianfranco Guizzardi (Lega Nord) fosse stato approvato e "mai applicato" in consiglio comunale. A stretto giro, era arrivata la stoccata del consigliere regionale della Lega Nord, Marco Pettazzoni, che si era schierato a sostegno della chiesa. Ricordando le tante emergenze architettoniche di cui la Curia si sta occupando, ed invitando il sindaco Poltronieri a non coprire «le sue mancanze, nascondendosi dietro a presunti ritardi della Curia». Naturalmente il sindaco non è rimasto a guardare: «Pettazzoni - ha risposto la Poltronieri - non conosce la situazione di Mirabello, mai ha avuto rapporti con il nostro Comune, mai si è interessato delle vicende locali prima e dopo il sisma del 2012. Le sue dichiarazioni sono frutto di valutazioni personali. Nulla sa degli incontri avuti in questi anni con la Curia, né dei rapporti con il parroco che è venuto a mancare pochi mesi fa, tanto meno delle relazioni tra il Comune e la Fondazione "Filippo Mantovani". Non sa - prosegue ancora la sindaca - del carteggio e della presenza di diversi interlocutori, con cui cerchiamo di favorire un percorso che porti la nostra parrocchia a riavere tutti i propri beni». Insomma, secondo il sindaco Poltronieri, la strada intrapresa ha ottenuto il plauso unanime.

Se non che la Diocesi, rimasta alla finestra per qualche giorno, si è fatta sentire: «Su Mirabello (e la ricostruzione dell'asilo parrocchiale; ndr) preferisco non dire nulla - ha spiegato nei giorni scorsi don Mirko Corsini, della Diocesi di Bologna - perché non voglio entrare in polemica col sindaco. Ma so che il nostro arcivescovo Caffarra ha già risposto alla Poltronieri». Sui ritardi, la Diocesi ha chiarito che si potrebbero accelerare i tempi, ma solo a patto di non rispettare le regole, che la chiesa ha deciso invece di seguire. Le strutture della Diocesi colpite dal terremoto sono 65, e per 54 è già stato presentato un progetto. I rapporti con Regione ed ente commissariale restano buoni, ma qualche ruggine pare esserci stata. Dunque, «come volevasi dimostrare - conclude Guizzardi, esponente leghista mirabellese - se la chiesa è in ritardo con alcune delle opere in ricostruzione, le colpe sono da attribuire alle regole ed al ritardo nell'erogazione dei fondi dell'ente commissariale, governato dallo stesso partito del sindaco. Ora si fanno ipotesi sulle zone franche? Benissimo, prendiamo atto del ritardo, visto che un mio ordine del giorno venne approvato nei mesi successivi al sisma e chiedeva proprio questo, ma fu "dimenticato" in un cassetto dal sindaco». (mi.pe.)

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